Stati di forma, precedenti, bilanci. Un lavoro di numeri e percentuali, di grafici e di cifre, si nasconde dietro l’1X2

Quante volte avete benedetto una Juventus vincente a 1.70 e, allo stesso tempo, maledetto una giocata per voi importante, ma piazzata solo a 1.30? Quante volte vi siete chiesti il meccanismo nascosto dietro alle quote? In questo nostro articolo proveremo a fare chiarezza proprio sulle dinamiche che stanno dietro la scelta di un numero per un determinato segno.

Partiamo dalle basi. I bookmakers hanno il compito di stabilire le quote per ogni scommessa, mantenendosi il diritto di modificarle in caso di necessità, seguendo diversi criteri da seguire nel loro lavoro. Le società di gioco si servono del lavoro di gruppi di traders. Analisti del rischio, matematici, esperti di statistica, compilatori di quote. Il loro compito, come spiegano gli esperti di Gioco Digitale sul loro blog, è quello di stabilire le quote che rappresentano al meglio la probabilità di un evento. Tra i fattori tenuti in considerazione, soprattutto per il mondo del calcio, ci sono: la forza e lo stato di forma delle squadre; la posizione in classifica; gli infortuni dei giocatori chiave di ogni singola formazione; l’influenza dei tifosi, specie se in stadi particolarmente caldi e appassionati o in paesi problematici e duri; del direttore di gara e del suo bilancio con entrambe le squadre che deve arbitrare; degli allenatori e di tanto altro ancora. Un lavoro, quello dei traders, che unisce per forza matematica e sport, statistiche e aggiornamento delle notizie minuto per minuto. Infortuni dell’ultimo secondo, convocazioni a sorpresa, probabili formazioni, sono tutti criteri dell’ultimo momento che possono cambiare la storia di una giocata.

Non ci sono solo elementi tecnici e sportivi però dietro alla scelta della quota. Bisogna tenere conto infatti anche del giro d’affari di un match o di un torneo. Prendiamo l’esempio della Juventus contro il Benevento, lo scorso anno: la sorpresa può sempre esserci, ma è inevitabile che la maggior parte delle giocate verteranno sulla vittoria dei bianconeri. In questo caso allora la quota vincente sulla squadra di Torino si abbasserà inevitabilmente, poiché il bookmaker non può rischiare di pagare troppi soldi in caso di 1.

Non bisogna perdere di vista infatti il grande nodo centrale del lavoro del trader: assicurare un utile al bookmaker. Per questo le quote non saranno mai troppo sbilanciate a favore degli scommettitori.

Entriamo allora nel pratico, nel mondo dei calcoli e della matematica, del cosiddetto “picchetto tecnico”, per calcolare le probabilità degli esiti di una partita di calcio. Tra i criteri utilizzati c’è sicuramente quello dello stato di forma.

Inventiamoci un match, Sassuolo-Udinese. Andiamo a vedere cosa è successo nelle prime partite di questo campionato e notiamo che i padroni di casa, nelle 18 partite casalinghe hanno ottenuto 7 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte. I bianconeri invece, lontano dalle mura amiche, ha fatto registrare solo 2 vittorie e 4 pareggi, con ben 12 sconfitte.

Ecco allora la formula per calcolare la probabilità del segno 1:

(gare vinte dal Sassuolo in casa + gare perse dall’Udinese in trasferta) / (gare giocate dal Sassuolo in casa + gare giocate dall’Udinese in trasferta)

Sostituendo alle parole i numeri, avremo:

(7+12) / (18+18) = 0,52 = 52%

E per calcolare la quota definitiva basta poi dividere 100 per la probabilità trovata in precedenza:

Segno 1: 100/52 = 1,92

Ecco spiegato l’arcano, così si formano i numeri delle quote sportive. Sono diversi i criteri che si possono tenere in considerazione. Ma state attenti, la sorpresa è sempre dietro l’angolo.

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