La fase finale dell’America’s Cup 2021 è partita con un sostanziale equilibrio tra le due imbarcazioni impegnate nella conquista del trofeo sportivo più antico del mondo. Nel campo di regata del Golfo di Hauraki in Nuova Zelanda, il Defender (ovvero il consorzio detentore del titolo di campione in Coppa America), Emirates Team New Zealand, e il Challenger of Record, Luna Rossa Prada Pirelli, sono alle prese con le gare dell’edizione numero 36 del torneo che assegnerà l’Auld Mug (la “vecchia brocca”), il più ambito premio tra gli sport velistici.

Quella che si sta tenendo al largo delle acque di Auckland è la rivincita della finale del 2000 quando le due imbarcazioni si sfidarono – ancora una volta nel Golfo di Hauraki – nell’edizione numero 30 della manifestazione internazionale, conclusasi con la schiacciante vittoria della formazione kiwi (5 regate a 0).

Rispetto all’edizione dell’America’s Cup di 21 anni fa, l’imbarcazione italiana sembra aver ridotto il gap con il sindacato neozelandese. Tuttavia, le analisi dei siti specializzati in consigli scommesse sono concordi col dare il favore del pronostico a Team New Zealand.

Le prime regate della finale di quest’anno hanno visto un sostanziale equilibrio, con una vittoria per parte nella prima giornata di gara. La squadra di Luna Rossa è arrivata a competere contro il Defender dopo aver stravinto la Prada Cup, ovvero il torneo che assegna il ruolo di sfidante in Coppa America. Il sindacato italiano, caro al patron Patrizio Bertelli, ha surclassato la concorrenza del team britannico di Ineos e di quello statunitense di America Magic nel corso della competizione un tempo nota (per ragioni di sponsor) con il nome di Louis Vuitton Cup.
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I match race tra la barca favorita Emirates Team New Zealand e Luna Rossa Prada Pirelli rappresentano la sfida tra due dei migliori timonieri al mondo, il neozelandese Peter Burling e l’australiano Jimmy Spithill. Il primo, alla guida dell’imbarcazione kiwi, è il detentore del titolo, avendo conquistato l’America’s Cup nel 2017 (quando aveva solo 26 anni) nella finale al largo delle isole Bermuda contro gli allora campioni di BMW Oracle Team USA al cui timone vi era proprio Spithill.

Il pitbull di Sydney è alla sua seconda esperienza con l’imbarcazione Luna Rossa (dopo quella del 2007). A 41 anni, Spithill è stato già protagonista di sette edizioni dell’America’s Cup, alzando al cielo l’Auld Mug due volte come timoniere di Team USA, la prima nel 2010 (con la vittoria sul sindacato svizzero di Alinghi) e la seconda nel 2013 (vincendo proprio contro Emirates Team New Zealand).

La storia dell’America’s Cup

La prima edizione dell’America’s Cup si regatò nel 1851 quando il consorzio britannico aderente al Royal Yacht Squadron lanciò la sfida agli americani del New York Yacht Club. Il primo campo di regata fu il mare intorno all’Isola di Wight. Il sindacato britannico prese parte alla competizione con ben 14 imbarcazioni mentre gli americani vi parteciparono con una sola scusa (un veliero a due o più alberi).

Nonostante l’evidente disparità in termini di mezzi e uomini a disposizione, a trionfare fu la barca dello Yacht Club di New York che rifilò alla prima delle imbarcazioni britanniche un ritardo di 21 minuti. Visto l’enorme gap, quando la regina Vittoria seppe della vittoria americana, chiese quale barca britannica fosse arrivata seconda. La risposta è diventata leggendaria e ancora oggi è il motto della competizione: “There is no second (non c’è nessun secondo)”.

Oltre Luna Rossa, un’altra imbarcazione italiana ha preso parte alla finale dell’America’s Cup. Stiamo parlando de Il Moro di Venezia dell’armatore Raul Gardini che nel 1992 sfidò gli statunitensi di America³ (Defender) nelle acque al largo di San Diego, nell’oceano Pacifico. Anche in quel caso l’imbarcazione tricolore uscì sconfitta (4 regate a 1). Ma quella del Moro (e prima ancora le partecipazioni di Azzurra nel 1983 e 1987 e Italia nell’edizione 1987) fu a tutti gli effetti un’impresa che diede successivamente spunto agli armatori di Luna Rossa di continuare la tradizione velica italiana nel trofeo più prestigioso.