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(Jamma) – Depositate l’8 febbraio 2017 le motivazioni della Sentenza con cui il Tribunale di Belluno ha assolto con la formula “il fatto non sussiste” il titolare di un punto vendita ricarica (PVR), assistito dall’avv.Marco Ripamonti, collegato ad un noto concessionario per la raccolta a distanza, imputato del reato di cui all’art.4 legge 401/89 (raccolta abusiva di gioco e scommesse) e 718 cp (gioco d’azzardo), per avere installato presso l’esercizio postazioni telematiche utilizzate dai clienti ai fini di partecipare ai giochi proposti dal concessionario stesso.
In sentenza si legge che il tribunale, condividendo la ricostruzione normativa svolta dalla difesa, ha preso atto di come il titolare del PVR fosse in effetti contrattualizzato con un concessionario autorizzato alla raccolta a distanza e come in tale veste si sia limitato a porre a disposizione dei clienti le postazioni ai fini di una connessione diretta tra giocatore e concessionario, senza intervenire con attività di intermediazione nell’ambito di tale rapporto. Da ciò l’esclusione di qualsivoglia interferenza nelle scelte dello scommettitore e dell’assunzione del rischio della scommessa stessa. La sentenza menziona anche precedenti giurisprudenziali in termini offerti dalla difesa, sia a livello di Cassazione che di merito, andando anche a trattare il particolare ed attuale tema delle prerogative dell’internet point in quei casi in cui a tale attività principale si affianchi quella di PVR. All’esito dell’istruttoria, il Tribunale ha escluso la sussistenza dei reati. Dall’assoluzione è seguito anche il dissequestro dei tavoli e dei totem a suo tempo sequestrati.

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