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(Jamma) “Urgente attuare le disposizioni previste dalla convenzione europea contro il fenomeno del matchfixing che l’Italia ha firmato nel 2016” E’ quanto raccomanda Giovanni Malagò, Presidente del Coni, in occasione dell’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali. Malagò ha ripercorso le tappe fendamentale dello sviluppo di un fenomeno, quello del matchfixing, al quale anche la Commissione Europea sta dedicando una particolare attenzione oltre che fondi e iniziative.

“Il mondo della criminalità cerca di inquinare il mondo dello sport, e lo fa con modalità diverse. Il processo di legalizzazione delle scommesse ha generato nuovi metodi di infiltrazioni  da parte della criminalità organizzata che opera e ha operato attraverso i centri non autorizzati e con sede all’estero. Particolamente preoccupante sono i fenomeni di micro-criminalità che ne derivano e che sono spesso legati all’usura e ad un rapporto problematico con il gioco”.

Il presidente del CONI ha auspicato ” una sempre maggiore collaborazione tra gli organismi di polizia giudiziaria, delegati alle indagini, e quelli deputati alla giustizia disciplinare”. “Poter scommettere su ciascuna competizione sportiva relativamente a decine di combinazioni e di eventi – specifica il capo dello sport italiano, come numero di gol, tempistica, sostituzioni, punizioni, calci d’angolo, rende di fatto incontrollabile il settore, poiché alcuni esiti afferiscono o possono riguardare anche solo un singolo giocatore, in grado di determinare il realizzarsi di un evento su cui si possono scommettere ingenti somme”.

Nel corso dell’audizione la presidente della commissione, Rosy Bindi, ha annunciato che il ministro dello Sport, Luca Lotti, sarà ascoltato dalla commissione Antimafia il prossimo 12 settembre nell’ambito dell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nel mondo dello sport e in particolare del calcio.

 

 

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