tribunale
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Chiusura confermata per un centro scommesse di Lecce che non rispetta la distanza minima da un luogo sensibile, così come prevede la legge regionale pugliese.

Il Tar ha ritenuto infatto che non rileva “la circostanza secondo cui l’attività de qua sarebbe svolta sin dal 2008, in quanto (in via dirimente) l’attività, nell’attuale assetto, è stata autorizzata alla ditta individuale “XXXXXX”, ai sensi dell’art. 88 T.U.L.P.S., dalla Questura di Lecce (solo) in data 25 gennaio 2016; sicchè l’attività medesima non rientra nel regime transitorio di cui all’art. 7, comma 5, della Legge Regione Puglia n. 43/2013, essendo stata l’autorizzazione di P.S. rilasciata dopo l’entrata in vigore della medesima Legge Regionale;

– la procedura di regolarizzazione ex art. 1, comma 643, della Legge n. 190/2014, intrapresa dall’odierna ricorrente, ha rilevanza solo ai fini fiscali e non ai fini del rilascio delle autorizzazioni necessarie per lo svolgimento dell’attività;

– l’impugnata ordinanza comunale di cessazione dell’attività ha carattere doveroso per l’Autorità Comunale ai sensi dell’art. 7 della Legge Regione Puglia n. 43/2013 ed appare adottata nell’esercizio del potere inibitorio spettante al “Comune territorialmente competente” (combinato disposto dei commi 2 e 9 dell’art. 7, della citata L.R. n. 43/2013);

-l’eccezione di incostituzionalità dell’art. 7 della Legge Regionale Pugliese n. 43/2013 appare manifestamente infondata

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