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(Jamma) Gli anni della crisi economica hanno ridisegnato il panorama della attività commerciali in Italia, mettendo in ginocchio le più piccole a favore della grande distribuzione. Ancora peggio sembrano aver fatto le ordinanze che limitano orari di sale giochi e sale scommesse sul settore dei giochi pubblici.

Immobiliare.it ha fatto una estesa analisti di tutti gli annunci di attività e licenze in vendita sul portale. Il risultato? E’ emersa una certa popolarità per i settori del food e del wellness che si rifletta in un aumento della domanda per l’acquisto di ristoranti (+7,5%), mentre le sale scommesse e le sale giochi registrano un calo del 9%. E’ in assoluto il dato peggiore tra tutte le attività commerciali.

 

Attività Prezzo Offerta Domanda
Abbigliamento -3% +2% -4%
Alimentari -2% +3% +3%
Auto officina -5,5% -2% -2%
Bar -2,5% +1,5% +2%
Cartoleria / Libreria -1% +10,5% -6%
Discoteca -7% +5% -0,5%
Edicola -1% +3% -5%
Estetica / Solarium -2% +2% +2%
Ferramenta / Casalinghi -6% +5% -4%
Gelateria +1,5% -4% +5%
Giochi / Scommesse -9% +6% -8%
Palestra +1,5% -2% +3,5%
Panetteria -8% +3% -6%
Parrucchiere +3% +3% +5%
Pasticceria +2% -4,5% +3%
Pizzeria -4,5% +6% -0,5%
Pub -4,5% -7% -2,5%
Ristorante +2,5% -3,5% +7,5%
Rosticceria -8% -5% +0,5%
Tabaccheria -5% +4% -4%
Sigarette Elettroniche -6% -1% +1%
Telefonia / Informatica +0,5% +4% +7,5%
Tintoria / Lavanderia -4% +1% -2%

 

Food blogger e chef superstar hanno risvegliato l’interesse di aspiranti imprenditori verso il mondo del cibo e dei prodotti artigianali. Nell’ultimo anno i prezzi dei ristoranti in vendita sono aumentati del 2,5% a fronte di una domanda in aumento (+7,5%) e di un’offerta in calo del 3,5%. Seppur in maniera più ridotta, anche le gelaterie e le pasticcerie sono sempre più cercate da chi vuole intraprendere un’attività commerciale: in un anno la domanda è aumentata rispettivamente del 5% e del 3%.

Nonostante il successo della grande distribuzione, sembra tenere il mercato degli alimentari: se i prezzi risultano in calo del 2%, nell’ultimo anno la domanda va di pari passo con l’offerta, aumentando del 3%. Le panetterie sembrano vivere un momento di stallo e sono sempre meno richieste, con una domanda ha segnato un -6% negli ultimi dodici mesi.

A fronte della riscoperta del buon cibo, che si riflette nella vivacità del mercato delle licenze legate alla cucina, gli italiani non dimenticano la cura del corpo: la domanda di palestre è salita del 3,5% nell’ultimo anno e i prezzi di queste attività risultano in aumento dell’1,5%. Anche parrucchieri, centri estetici e solarium rappresentano un settore molto attrattivo per gli imprenditori, al punto che la domanda è cresciuta rispettivamente del 5% e 2%.

Guardando alle attività più gettonate nell’ultimo anno i negozi di telefonia sembrano aver guadagnato interesse, essendo accessibili e veloci da avviare, supportati dal brand a cui ci si affilia: a fronte di un’offerta aumentata del 4%, la domanda ha fatto meglio crescendo del 7,5%. Al contrario hanno perso di fascino i centri di scommesse, soppiantati dalla possibilità di giocare sul web: dopo il boom degli ultimi anni, oggi l’offerta risulta cresciuta del 6% rispetto all’anno scorso e la domanda è in calo dell’8%.

Il digitale e le grandi catene hanno cambiato il destino di cartolerie e librerie, soprattutto nel caso delle piccole attività a conduzione familiare: nell’ultimo anno l’offerta è aumentata del 10,5% e la domanda risulta scesa del 6%. Resistono meglio le edicole, seppure in sofferenza, per cui si rileva una crescita dell’offerta del 3% e un calo della domanda del 5%. Per entrambe le attività i prezzi risultano ancora stabili (-1%).

Negozi di abbigliamento e ferramenta soffrono la concorrenza della grande distribuzione e la domanda per queste due attività è scesa ancora nell’ultimo anno, con un calo del 4%.

Sta mutando anche il panorama delle attività legate al mondo dei fumatori: dopo gli anni del boom, i negozi di sigarette elettroniche avevano attraversato un momento di forte crisi che però, stando alle ultime rilevazioni, sembra essere in fase di attenuazione con una domanda che torna timidamente a crescere dell’1%. Scema invece l’interesse verso le tabaccherie più classiche, attività che soffrono la difficoltà del passaggio generazionale: l’offerta risulta in crescita del 4% a cui corrisponde una uguale percentuale, ma in negativo, della domanda, a fronte di prezzi che scendono del 5%.

 

 

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