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(Jamma) – Questo è quanto stabilito dal Tribunale di Nocera Inferiore con Sentenza del 9 marzo 2018, resa in un procedimento nel quale era imputato operatore collegato a bookmaker austriaco per il reato di cui all’art.4 legge 401/89.


Il Tribunale, condividendo le argomentazioni del difensore avv. Marco Ripamonti, ha affermato che sia il Bando Bersani, sia il Bando Monti abbiano discriminato la società austriaca e i suoi preposti.

Per il Tribunale, in ordine al Bando Monti, sia la clausola della cessione dei beni a titolo non oneroso, sia la durata dei diritti fissata in appena tre anni, pure a fronte di termini più ampi stabiliti nei pregressi bandi, sono da ritenere aspetti lesivi e discriminatori del bando stesso.

Ad ulteriore prova della discriminazione l’assenza di aggiudicazioni con la partecipazione alla gara in capo all’operatore, l’impugnazione del bando da parte del medesimo, la successiva adesione alla procedura di regolarizzazione, agevolata – afferma il Tribunale – dalla circolare del Ministero degli Interni circa il mancato impedimento al rilascio delle licenze ex art.88 tulps dovuto a pregresse vicende giudiziarie.

A seguito di ampia ricostruzione della giurisprudenza di Corte di Giustizia e di Cassazione, la norma incriminatrice è stata così disapplicata e l’imputato assolto.

L’avv. Ripamonti si è dichiarato soddisfatto ed ha commentato: “Una sentenza che certamente si allinea ad una giurisprudenza prevalente, ma che pone l’accento su un argomento non sempre messo a fuoco, e cioè quello relativo alla durata appena triennale dei diritti in palio con il Bando Monti.

Un mirabile esempio di come la magistratura penale abbia valutato in modo autonomo ed immune da condizionamenti un tema controverso“.
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