Si parla ancora del Piemonte, e della proposta di legge di iniziativa della Lega, in materia di modifica alla legge regionale sul gioco d’azzardo.

“In questi giorni la Regione Piemonte è impegnata ad affrontare il tema legato alla modifica della Legge regionale. Era facilmente immaginabile che l’opposizione cercasse di ostacolare il tutto, ma pensavo che almeno un po’ di buon senso e razionalità potesse prevalere in coloro che da una parte definiscono tale legge regionali la legge più “efficace” d’Italia e dall’altra mostrano una assoluta indifferenza a quella che è stata (e continua ad essere) la continua perdita di posti di lavoro”, sottolinea Fabio Bodini, operatore del gioco legale piemontese.

“Vorrei poter fare un discorso quanto più logico e razionale possibile tralasciando il fatto che io possa essere “di parte” in quanto operatore del settore, con la speranza che il mio messaggio venga percepito nella maniera più semplice possibile: dal momento in cui il “nostro” settore è regolamentato e riconosciuto dallo Stato non avrebbe motivo di esistere una legge regionale che impedisce ai lavoratori di lavorare (perchè di fatto è questo il problema più grosso con effetti devastanti); la legge regionale mette al bando solo una parte del gioco (legale) mentre altre offerte di gioco, anche le più aggressive, non solo non hanno restrizioni ma, al contrario, vantano un aumento esponenziale di giocato; il proibizionismo ha sempre portato conseguenze negative sotto ogni punto di vista: in questo caso “basta semplicemente evidenziare” come, dall’entrata in vigore di questa Legge Regionale, sia aumentato drasticamente il fenomeno del gioco illegale; ultimo punto, ma non per importanza, anzi, riguarda l’Art. 4 della Costituzione Italiana che riporto in toto: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Chissà se in questi giorni qualcuno in Regione Piemonte rifletterà su questo ultimo punto…”, conclude Bodini.