Aumento del prelievo erariale sulle scommesse (terrestri, virtual e online) per incrementare il Fondo per il sostegno allo sport. E’ l’argomento di cui si parla oggi e che sta destando forte preoccupazione nel mondo del gioco pubblico

Pietro Lasagna e il titolare di un punto scommesse Planetwin365. Queste le sue considerazioni

“Vorrei spiegare il danno che ripercuote questo intervento sul mio settore perché penso sia giusto che tutti comprendano. Nel decreto per la ripresa dopo l’emergenza Covid-19 è prevista una norma salva-sport: un prelievo sul giocato (attenzione: giocato e non utile) delle agenzie sport dell’1% e un prelievo dell’1% sulla raccolta virtual.

Potreste pensare che l’1% sia una cifra irrisoria ma purtroppo questo non è.
Dovreste sapere che il compenso di una agenzia viene calcolato in due modi:
1) secondo percentuale sul volumizzato, con una percentuale che va a scaglioni a seconda delle tipologie di giocate (mediamente si parla del 5% o 6% a seconda dei profili)
2) secondo l’utile; nella maggior parte dei casi il profilo viene calcolato nella seguente maniera:
Giocato – vinto = utile lordo
Utile lordo – tasse = utile netto

L’utile netto viene poi suddiviso tra il concessionario e il gestore della sala con una percentuale che varia a seconda dei profili che ogni concessionario applica.

È importante sapere che il payout medio (ovvero le vincite rispetto al giocato) su base annua per le scommesse sportive è circa dell’85% (tutto ciò è facilmente dimostrabile con una semplice ricerca su google), quindi su 100 di raccolta, 85 sono restituiti in vincite, e di utile rimangono 15 che sono suddivisi nel modo sopra spiegato.

Siccome la tassa non viene calcolata sull’utile lordo ma sulla raccolta, si ha un costo di circa il 25% in più per ogni agenzia e questo ci fa capire che quell’1% non è una percentuale qualunque, ma che porterà al licenziamento di 1,5 dipendenti per le agenzie medio grandi ed al fallimento o licenziamenti del poco personale che può avere una agenzia medio bassa.

Stiamo elaborando delle stime insieme ad una associazione che riunisca tutti i gestori di Italia per far capire meglio i danni di questo intervento.

Posso pensare che sia giusto attingere per il bene collettivo ad un settore con una forte domanda come il nostro, ma in un modo diverso: si potrebbe andare a rivedere alcuni aspetti del Decreto Dignità, per esempio sbloccando alcuni tipi di sponsorizzazioni dei concessionari verso le società sportive si potrebbe evitare di gravare sui gestori che già dalle loro commissioni devono coprire i costi di affitto, dipendenti, utenze ecc e che spesso chiudono in perdita.

Se proprio non si fosse potuto fare a meno di gravare sui gestori, avrebbero dovuto tassare l’1% dell’utile, non della raccolta.

Ognuno di noi in questo momento non sa se e quando aprirà e ha il più delle volte dovuto anticipare (o pagare di tasca propria) la cassa in deroga dei dipendenti che non hanno ancora ricevuto nulla. Oltre a questo si è costretti ogni mattina a leggere le peggio cose da parte di tutti sul proprio mestiere.

Concludo con il dire che ognuno è libero di pensarla come vuole sul gioco, resta il fatto che però è un settore legale che ha una forte domanda e che dà lavoro a tante persone.

È importante che questa forte domanda rimanga dalla parte della legalità, perché eliminando noi, non si eliminerebbe la domanda, ma questa verrebbe semplicemente trasferita dalla parte dell’illegalità. In questo modo noi non potremmo mantenere le nostre famiglie e la collettività non potrebbe beneficiarne in termini di tassazione (ovviamente una tassazione corretta e studiata confrontandosi con il settore).

Se qualcuno ha delle rimostrarze, che le facciasull’aggressività di certi giochi e sulle probabilità di vincita, ma non aizzate i politici altrimenti il nostro settore potrebbe fare la fine della prostituzione (domanda anch’essa sempre in aumento ma da cui nessuno trae profitto se non la criminalità organizzata) ed alimentare il mercato nero.

Vi diranno che combattono il gioco d’azzardo quando in realtà il vero banco sono loro”.

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