A testa alta anche per difendere i propri dipendenti, perchè prima che imprenditore devi essere lavoratore.

“Mi chiamo Claudio e sono un piccolo imprenditore italiano, proprietario di due agenzie di scommesse Planetwin365. Una di queste viene gestita in società con Marco, che più che un socio definirei compagno fedele in mille battaglie.

Svolgo questo lavoro ormai da diversi anni e per arrivare a realizzare gli obbiettivi che mi ero prefissato ho sudato davvero tanto, sacrificando molte volte anche la mia famiglia, perché nel weekend un genitore con un lavoro ‘normale’ passa il tempo con i propri figli, mentre noi, delle agenzie, non ce lo possiamo permettere.

Non è stato per niente semplice, ma da molti anni a questa parte nonostante tutte le difficoltà e i pregiudizi verso il nostro lavoro io sono stato lì, sempre lì, pronto a lavorare onestamente.

Sento imprenditori di altre categorie, lamentarsi delle tasse, quando sono i primi ad evadere, a differenza nostra che dichiariamo anche l’aria che respiriamo.

E’ dal 8 marzo 2020 che sono chiuso, non sto lavorando quindi zero entrate, ma solo uscite.

Continuo a pagare utenze di ogni genere: affitto locali, Enel, internet ecc ecc (per non parlare delle spese di prima necessità che bisogna affrontare ogni santo giorno), perché niente è stato sospeso e se riesco a farlo beh devo dire grazie ai 600€ che sono arrivati, grazie a loro sto sopravvivendo!

Ma di cosa stiamo parlando?

Volete aiutare davvero le partite IVA?

Allora bloccate i pagamenti fin quando non ripartiamo con il lavoro.

Che altro dire, quando si parla delle agenzie di scommesse, si pensa subito che siamo dei delinquenti, malavitosi, facendoci apparire come un tumore per la società, come se la colpa della fame del mondo fosse nostra. Ma che persone cattive siamo!

Ma vogliamo parlare di tutti i giochi sotto il monopolio dello Stato? Anzi no, stiamo zitti, loro devono riaprire tranquillamente, lo Stato deve incassare.

Una cosa che veramente non capisco e che trovo letteralmente indecente è perché un proprietario di un’agenzia di scommesse non possa aprire un conto in banca, per il semplice motivo che la nostra categoria è ritenuta “pericolosa”, a rischio di riciclaggio. Ma scherziamo? Come potremmo farlo noi, in realtà qualsiasi altra attività potrebbe farlo….

Per assurdo anche la Chiesa!

Appartenendo a questa “pericolosa” categoria, non sono libero di fare domanda all’INPS per un finanziamento statale, qualcuno mi sa dare delle motivazioni valide a riguardo? Non sono pur sempre un uomo che lavora onestamente con una regolare partita Iva iscritto alla Camera di commercio con un regolare codice Ateco?

Le banche non ci vogliono, Ok! Ringraziamo Poste Italiane che ci permette di poter aprire un conto corrente come un qualsiasi comune mortale anche perché logica vuole che dovrò pur depositare il denaro, a loro dire “sporco”che ho incassato !

Sono davvero stanco, sono anni e anni che tutte le sante volte che vado a fare un versamento si attiva l’antiriciclaggio e le domande sono sempre le stesse, poi se prelevo devo giustificare cosa devo fare con i miei soldi, se verso devo giustificare da dove vengono questi soldi. Sono anni che vivo questa situazione surreale.

Tutte le volte è sempre lo stesso teatrino, sentirmi come se fossi un ladro con i miei soldi! L’alternativa, sarebbe mettere i nostri soldi “sotto il mattone”.

Si parla, si parla…. Ormai tutti sanno di che morte moriranno, quando ritorneranno a lavorare, tranne noi che siamo letteralmente un punto interrogativo. Nessuno ci menziona, come fossimo l’ultima ruota del carro in questa società.

Ma cosa ne sarà della mia attività e di quella che ho in società? E dei miei quattro dipendenti? E delle nostre famiglie cosa ne sarà?

Inizio a pretendere risposte per tutti, perché con i soldi che ogni giorno guadagno lavorando onestamente in questa attività “pericolosa” pago regolarmente tasse e contributi per me e per i miei dipendenti.

E pensare che nei settori più “puliti” ho visto ahimè tanti dipendenti a nero e sottopagati, che in questo periodo non stanno percependo nulla né stipendio, né cassa integrazione….lasciati nella disperazione totale!

Sono orgoglioso di me stesso per essermi fatto in quattro per i miei dipendenti ed averli protetti in questo momento di grandi incertezze, perché prima di esser stato imprenditore sono stato dipendente, perché prima di essere datore di lavoro ho sempre sostenuto la dignità di ogni singolo lavoratore.

Quindi cara Italia, caro Stato, non trattateci come ultimi, siamo italiani anche noi ed è anche grazie a questa categoria che tanto additate come spregevole che l’economia in questo Paese gira.

Trattateci come tutti gli altri, non abbiamo fatto niente di male per essere discriminati in questo modo.

Nonostante tutto dico: grazie Italia #andràtuttobene!”.

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