A testa alta Angelo, titolare di un’agenzia di scommesse sportive, racconta la sua storia.

“Caro signor Crimi (M5S), sono il titolare di un’agenzia di scommesse sportive. Essere ogni giorno offeso e discriminato da voi politici, in sella solo al consenso popolare, senza sapere di cosa state parlando, mi fa capire in quale situazione versa la classe politica in Italia. E’ impensabile che chi ci dovrebbe governare definisca il nostro settore (assolutamente legale) come qualcosa che andrebbe tolto di mezzo o che fosse meglio non aprire più. Pensare che chiunque frequenti una sala scommesse sia un ludopatico è qualcosa che mi posso aspettare da un bambino ma non da chi dovrebbe sapere come funziona il mercato in Italia. La nostra attività, con sede a Bologna, ha circa 400/500 clienti, che per puro divertimento vengono nella nostra sala a giocare una, due, tre schedine scommettendo su calcio, basket, tennis, Formula 1. Lei pensa che tutti siano ludipatici? Che rispetto ha di queste persone e di noi lavoratori? Per lei chi va a farsi un aperitivo è un alcolizzato? Certo che no, eppure l’alcolismo colpisce circa il 10% della popolazione, molto più che la ludopatia. Però lei e i suoi colleghi non gridate ai quattro venti “spero che i bar e i pub non riaprano mai più”. Il fumo è forse la peggior causa del cancro al polmone eppure i tabaccai non ricevono tutte queste denigrazioni da voi politici e dai mass media. Per assurdo la dipendenza dal sesso, dallo smartphone, da internet e dallo shopping compulsivo è più alta in graduatoria nella classifica delle dipendenze patologiche italiane. Eppure discriminate solo noi. E questo non mi sta bene, la inviterei un giorno nella mia agenzia, le vorrei raccontare delle mille amicizie nate nella mia sala, le vorrei raccontare delle partite di calcetto organizzate con i miei clienti. Le vorrei raccontare delle cene con i miei clienti/amici, ma perchè farlo? Voi non avete idea di come gira il mondo, chiusi nei vostri palazzi vi limitate a parlare per stereotipi e discriminare una categoria di lavoratori che porta nelle casse dello Stato degli introiti pazzeschi. Pazzesco come chi spende 3000 euro per una borsa di Gucci, ma questo rientra nel mercato reale (come dice Di Maio). Chi spende 20 euro per una schedina rientra nel mercato non reale? Detto questo spero vivamente di poter avere dei confronti tra la categoria e voi politici, che vi fermiate a pensare che dietro il settore legale del gioco ci sono famiglie, vite, persone proprio come in ogni altra attività e che se scompariamo noi la ludopatia non si arresterà, andrà solo ad alimentare le mafie, il mercato nero, il gioco estero online. Dateci piuttosto delle armi per poter combattere una persona affetta da ludopatia, cerchiamo insieme una soluzione, dateci dei mezzi per poter limitare le spese di un giocatore compulsivo, come ad esempio una tessera collegata al suo Isee che non gli permette di eccedere una certa somma al mese. Aiutamoci a vicenda, il gioco deve essere un gioco, e per la maggior parte dei giocatori lo è”.

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