E’ in corso, davanti alla sede del Consiglio regionale del Piemonte, la manifestazione pubblica dei lavoratori del settore del gioco lecito, per denunciare gli effetti disastrosi della legge regionale in materia di gioco e per ribadire la dignità del loro lavoro.

 

Torino, manifestazione degli operatori del gioco pubblico

 

 

Nei giorni scorsi le associazioni degli operatori hanno evidenziato le criticità della Lege Regionale n. 9/2016:

– Ha abolito un’offerta di gioco, quella delle AWP, che funziona con una moneta da 1 euro e restituisce una vincita massima di 100 euro;

– Ha indotto i giocatori potenzialmente patologici a rivolgersi ad offerte di gioco ben più aggressive e spesso illegali, impossibili da controllare e monitorare. Viene quindi meno il principio per il quale è stata emanata, ovvero la tutela delle fasce deboli;

– Sta smantellando una rete di aziende di produzione, costruzione e gestione di apparecchi da intrattenimento per il gioco lecito, con conseguente incremento della disoccupazione.

I lavoratori piemontesi del comparto del gioco, avendo pari dignità lavorativa rispetto a qualsiasi altro settore industriale, hanno deciso di manifestare nuovamente davanti al Palazzo del Consiglio Regionale, per ribadire ancora una volta il proprio diniego ad una legge discriminante e per nulla efficace ai fini della tutela del giocatore.

Pertanto Sapar invita tutti gli operatori, sia del Piemonte ma anche di tutto il territorio italiano, a fare quadrato e partecipare numerosi affinché possano mostrarsi concretamente a quella classe dirigente che ha deciso di cancellare la loro dignità lavorativa.

E proprio ieri in Consiglio Regionale si è tornati a parlare della legge Regionale in questione.

I primi risultati sugli effetti delle norme che hanno portato alla espulsione del gioco legale verranno resi sonti solo ad ottobre prossimo. È quanto è emerso nel corso ldella seduta congiunta della quarta Commissione (presidente Domenico Rossi), terza (Raffaele Gallo) e del Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche del Consiglio Regionale (Marco Grimaldi) sullo stato di avanzamento delle azioni di contrasto al gioco d’azzardo, così come previsto dalla legge  9 approvata il 2 luglio del 2016.

Lo hanno annunciato sli assessori Pentenero Saitta spiegando che il prossimo 11 ottobre si svolgerà un convegno di analisi e valutazione dell’impatto della legge in Piemonte.

Per Gian luca Vignale (Mns) “le comunicazioni sono insufficienti, perché prive di tutti i dati necessari per le reali valutazioni. Viene pertanto disattesa la clausola valutativa”.

Andrea Tronzano (Fi), pur condividendo la necessità del contrasto alla ludopatia, ha ribadito che “la legge dovrà diventare più equilibrata, in quanto oggi si penalizza solo il settore imprenditoriale collegato al gioco regolare e non si fa vera prevenzione”.

Sul concetto occupazionale degli operatori si è anche soffermato Luca Cassiani (Pd), che ha poi richiesto l’audizione in commissione Legalità della Guardia di Finanza per trattare i risvolti negativi del gioco d’azzardo illegale.

Il capogruppo di Leu Marco Grimaldi ha spiegato come con questa legge sia stata “ridotta la portata negativa di un fenomeno che prima era un vero e proprio far west”, mentre Giorgio Bertola (M5s) nel  ricordare come nel passato i Governi nazionali abbiano utilizzato il gioco d’azzardo come leva fiscale creando nel contempo una vera e propria economia, ha ribadito la ferrea volontà di non modificare la legge regionale vigente.

“Ci siamo ancorati al tema della salute e dobbiamo continuare a tenere la barra dritta. La lotta alle ludopatie deve essere soprattutto a dimensione nazionale e non basta come unico deterrente vietare la pubblicità” ha rimarcato Domenico Ravetti, capogruppo del Pd.

Dallo stesso Partito democratico, sono poi state espresse valutazioni positive da Nadia ConticelliAntonio Ferrentino e Andrea Appiano: quest’ultimo ha voluto approfondire il ruolo dei Comuni.

Stefania Batzella (Gruppo misto – Movimento libero indipendente) ha infine ricordato le fasi che avevano portato all’approvazione della legge e ha proposto che in Piemonte le Asl possano rimborsare i biglietti dei treni e dei bus per coloro che si recano presso gli specifici ambulatori per intraprendere le “cure disintossicanti”.

Al temine della discussione, l’assessora Pentenero ha spiegato come invece dei numeri fine a se stessi, serva invece una chiave di lettura e come sia necessario riuscire ad attuare un lavoro di gruppo intersettoriale. “Per il convegno di ottobre, anche con il supporto dell’Agenzia dogane e monopoli, potremo disporre di tutti i dati necessari a tradurre proprio i numeri in azioni” ha concluso.

Il presidente Rossi ha annunciato l’intenzione di convocare una nuova seduta congiunta sul tema, proprio prima dell’evento.

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