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(Jamma) Sempre più infuocato il clima sul dibattito intorno alla proposta di legge con la quale il Consiglio federale intende disciplinare in modo coerente e moderno tutti i giochi in denaro in Svizzera in un’unica legge.

Esattamente un anno fa ha infatti adottato all’attenzione del Parlamento un disegno di legge che riprende in gran parte la normativa vigente, ma introduce anche numerose novità: sarà possibile proporre giochi da casinò anche online e organizzare, a condizioni generali severe, piccoli tornei di poker al di fuori delle case da gioco. In compenso, verrà rafforzata la protezione contro i pericoli dei giochi in denaro e non saranno più imponibili le vincite alle lotterie e alle scommesse sportive. I proventi dei giochi in denaro continueranno invece a essere destinati all’AVS e all’AI, nonché a scopi d’utilità pubblica.

Tenendo conto degli sviluppi sociali e tecnologici, il disegno di legge sopprime l’attuale divieto di proporre online giochi da casinò. Le case da gioco potranno chiedere di estendere la propria concessione per ampliare l’offerta online. Inoltre, i tornei di poker con poste e vincite esigue potranno essere organizzati anche al di fuori delle case da gioco.

Dopo che il disegno di legge sui giochi in denaro è stato trattato dal Consiglio degli Stati, ovvero la Camera alta del Parlamento svizzero, nella sessione estiva, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha avviato i lavori in quanto seconda Camera. In una prima fase ha svolto audizioni e ha proceduto a una prima discussione generale sull’oggetto. In seguito, senza proposta contraria, la Commissione è entrata in materia sul disegno e ha respinto diverse proposte di rinvio al Consiglio federale. Essa ha incaricato l’Amministrazione di eseguire approfondimenti e in occasione di una delle prossime sedute avvierà la deliberazione di dettaglio. Nel novembre scorso la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale ha pubblicato una nota che non ha mancato di destare qualche sorpresa. La Commissione ha condannato il fatto che dopo la sua ultima seduta i media abbiano pubblicato informazioni confidenziali tratte dalle sue deliberazioni rilevando che “il segreto delle deliberazioni è un presupposto fondamentale per poter lavorare in modo costruttivo”. Ha pertanto deciso di sporgere denuncia penale contro ignoti per violazione del segreto d’ufficio ai sensi dell’articolo 320 del Codice penale.

In questo clima , sicuramente teso, riprendono questa settimana i lavori previsti dall’iter di approvazione in Commissione Affari giuridici.

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