Il fatto che sia stato introdotto in Italia il divieto di pubblicità sul gioco d’azzardo potrebbe, alla fine, rivelarsi una misura meno terribile di quanto siamo oggi portati a pensare. Ha tenuto banco anche a Barcellona, dove in questi giorni si tiene la convention annuale del World Gaming Executive Summit, il provvedimento contenuto nel decreto Dignità


Un pannel della convention era appunto dedicato a diverse problematiche che interessano il  settore dei giochi. La sessione che vedeva protagonisti Werner Bacher, CEO di Interwetten; Gavin Hamilton, CEO di Red Tiger Gaming; Marco Castaldo, general manager di Microgame; e Jesper Kärrbrink, CEO di Mr Green,  ha trattato proprio delle sfide che l’industria dovrà affrontare nei prossimi anni.

Il divieto di pubblicità, recentemente introdotto in un provvedimento che a breve inizierà l’iter di conversione in legge, e che ha destato molte perplessità tra gli operatori del settore, è stato l’occasione per ribadire la necessità di pensare alla nozione di gioco d’azzardo come offerta di intrattenimento.

Con riferimento all’Italia, Kärrbrink, CEO di Mr Green, ha detto davanti a centinaia di operatori del settore che sarà “molto sorpreso di vedere una reale riduzione del volume delle giocate in Italia”.

“I giocatori troveranno il modo di giocare. Lo fanno sempre. Quindi penso che dobbiamo fare affidamento sull’aspetto dell’intrattenimento della nostra offerta. E se è vero che a breve termine questo divieto è ovviamente motivo di preoccupazione, a lungo termine penso sarà un bene per il nostro settore”.

“Affidarsi alle ‘offerte’ non è il modo in cui dovremmo fare le cose. Concentriamoci sul valore dell’intrattenimento di ciò che facciamo. ” “Non è dirompente [cambiare il modello] -ha aggiunto Kärrbrink, è piuttosto un modo di fare marketing intelligente”.

Gavin Hamilton, CEO di Red Tiger Gaming, si è detto d’accordo ma ha esortato alla prudenza circa la necessità di eventuali cambiamenti importanti. “Ha funzionato bene e continuerà a funzionare bene. Condivido il punto sull’intrattenimento, ma dobbiamo anche evitare di stravolgere l’industria “, ha detto.

Diversa la posizione di Marco Castaldo, General Manager di Microgame, sul provvedimento del governo italiano. “Il divieto di pubblicità è un grave errore e non avrà i risultati sperati. Piuttosto creerà problemi per i settori dei media e dello sport. Non si ridurrà la domanda di gioco, favorendo così l’offerta illegale. La misura è lesiva della concorrenza, chi ha aderito al bando si trova nell’impossibilità di fare pubblicità. Una situazione giuridicamente non accettabile. A mio avviso andrebbe corretta, consentendo di stipulare contratti pubblicitari fino al prossimo anno anche ai nuovi operatori che si aggiudicheranno una concessione online”.

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