Il decreto Ristori bis sospende su base nazionale i versamenti di Iva e ritenute in scadenza il 16 novembre.

Con l’articolo 7 del decreto infatti,  il governo interviene non solo sulle regioni rosse ma su tre differenti fronti per sospendere i versamenti in scadenza il prossimo 16 novembre.

Anche in questo caso la modalità di restituzione delle imposte congelate, come scrive Italia Oggi,  clona le precedenti disposizioni.

I versamenti sospesi infatti, come indicato al terzo comma del decreto, potranno essere effettuati senza l’applicazione di sanzioni od interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo (la prima sempre con scadenza 16/3).

I tre fronti delle sospensioni. Il primo fronte di sospensioni sarà su base nazionale e riguarderà tutti i soggetti che esercitano le attività economiche interessate dalla chiusura totale stabilita ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020

Si tratta dei c.d. parchi tematici e di divertimento, sale mostre, palestre, piscine, centri benessere, centri termali, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, cinema, teatri discoteche, sale da ballo.

Il secondo fronte invece è riservato alle imprese che esercitano le attività dei servizi di ristorazione.

In questo caso lo stop dei versamenti è concesso unicamente ai soggetti che hanno domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto.

Stiamo parlando delle cosiddette regioni arancioni (attualmente Puglia e Sicilia e con l’ordinanza di ieri del ministro della salute, Roberto Speranza, anche Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, e Umbria) e rosse (attualmente Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta), ai sensi degli articoli 2 e 3 del dpcm del 3 novembre 2020.

Il terzo intervento sospensivo è invece fissato unicamente per i «residenti» delle regioni rosse ovvero quelle caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto individuate (ai sensi dell’articolo 3 del dpcm del 3 novembre).

Lo stop sarà concesso a tutte le attività chiuse per effetto del dpcm individuate nell’allegato 2 al decreto in commento (le attività di commercio al dettaglio ritenute non indispensabili) ed ai soggetti che esercitano l’attività alberghiera, l’attività di agenzia di viaggio o quella di tour operator.

Come specificato all’articolo 1 del decreto la sospensione riguarderà unicamente i versamenti i cui termini scadono nel mese di novembre 2020 ovvero:

 

  • quelli relativi alle ritenute alla fonte, di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta; 
  • quelli relativi all’imposta sul valore aggiunto (ovvero il versamento di competenza dei mesi luglio-agosto-settembre per i contribuenti in «trimestrale» e del mese di ottobre per i «mensili»)Per il bilancio dello Stato non si tratta di una spesa ma la sospensione genera unicamente uno slittamento del flusso delle entrate quantificato in 549 milioni di euro per l’anno 2020.