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(Jamma) Il Consiglio Regionale del Veneto sta lavorando ad una legge in materia di punti di gioco e prevenzione del gioco d’azzardo patologico. L’ennesima, verrebbe da dire, visto che di compulsivo, in questi ultimi anni, abbiamo visto soprattutto il modo in cui gli enti locali hanno affrontato le regole sugli esercizi che offrono servizi di gioco ( in special modo le slot).

E invece quella del Veneto potrebbe essere una iniziativa diversa su cui potrebbe avere un senso cominciare a ragionare. Giovanna Negro, la firmataria della proposta, del Gruppo Consiliare Il Veneto del fare Flavio Tosi, è stata sindaco di sindaco di Arcole , nel veronese. “La proposta di legge ha l’unico obiettivo di ‘stoppare’ tutta una serie di meccanismi che agevolano il gioco d’azzardo. L’intervento entra nel merito delle caratteristiche della luminosità, il ricambio d’aria, e soprattutto l’uso dell’orologio nei luoghi dove si gioca” spiega la consigliera Negro a proposito della proposta. Contenuti che sembrerebbero banali se confrontati con le restrizioni proposte in altre norme locali e che mirano esclusivamente ad ‘allontanare’ l’offerta dai luoghi più frequentati come se l’attività di gioco dipendesse esclusivamente dalla prossimità rispetto alle zone più vissute.

Ma proprio quall che possiamo definire la visione di questa proposta offre uno spunto di dibattito, un modo nuovo e forse più razionale di ragionare sull’offerta di gioco e i meccanismi che possono portare ad un atteggiamento compulsivo. Dibattito già ampiamente avviato in Germania dove in fatto di apparecchi a vincita limitata e questioni collaterali c’è sicuramente una maggiore esperienza oltre che tradizione.

Non a caso sulla questione della illuminazione sono già state previste precise regole e condotti studi messi a disposizione degli esercenti e i titolari delle sale giochi. “Il giusto concetto di illuminazione contribuisce in modo significativo all’atmosfera e al benessere degli ospiti. Naturalmente, anche la luce gioca un ruolo importante nella presentazione delle macchine da gioco” ci spiega un rappresentante degli operatori tedeschi interpellato da Jamma.it. “Per molti operatori di slot , l’illuminazione può essere una vera sfida. A partire dalla luce del giorno. Le ragioni sono molte. Spesso il fatto che in una sala ci sia una illuminazione insufficiente dipende da cause strutturali”. Cause strutturali che devono essere ‘corrette’ se si vuole aprire una sala. “Nel progettare l’illuminazione dei locali commerciali come le sale giochi, è necessario osservare alcune norme di legge per l’illuminazione. I legislatori stabiliscono una luminosità di almeno 300 lux per il normale spazio di vendita al dettaglio e per le aree dei registratore di cassa sono previsti 500 lux per motivi di sicurezza, mentre una giornata di sole all’aperto è pari a circa 100.000 lux.

Per le sale da gioco, i casinò e le aree di gioco il regolamento sulla prevenzione degli incidenti richiede anche che, ad esempio, che le aree di ingresso siano dotate di un sistema di illuminazione di almeno 100 lux. L’idea di una illuminazione a giorno per motivi di prevenzione del gioco compulsivo è in una certa misura espressamente prescritta nella Renania-Palatinato e, d’altra parte, non espressamente richiesta a Berlino” ci spiega l’operatore tedesco.

Quindi niente di nuovo per il Veneto, ma che forse apre ad una prospettiva diversa e un modo nuovo di affrontare la questione della prevenzione (con non siano esclusivamente i corsi obbligatori per i gestori).

La proposta della consigliera Negro prevede anche interventi come il divieto di fumo (niente di nuovo tutto sommato) e l’ampiezza delle finestre oltre che uno spazio minimo per slot. In Germania, a dire il vero, qualcuno negli ultimi mesi si sta spingendo oltre. A Berlino nel dicembre scorso il tribunale amministrativo si è dovuto occupare di una violazione da parte di una sala giochi della norma che vieta l’istallazione di poltrone. A Berlino, per disincentivare il gioco e garantire “la protezione dei giovani e dei giocatori’ si è pensato anche a questo, oltre a vietare la somministrazione di casffè. La sala giochi insomma deve essere tutt’altro che confortevole, fino al punto da vietare di mettersi seduti.

“Capiamo perfettamente che i politici ideologizzati vogliano chiudere tutto” commenta l’operatore “ per dimostrare di essere molto attivo in una democrazia, ma il fatto che i giudici dei tribunali amministrativi e civili debbano anche occuparsi di questo è spaventoso. La mentalità dell’elicottero e dell’elmetto nei confronti di noi cittadini ha per molto tempo dominato la politica, ma ora è arrivata nei tribunali. Non ci si occupa più delle cose importanti da regolamentare il quadro di riferimento, ma la politica e le aule dei tribunali si preoccupano delle piccole cose, come delle poltrone in una sala giochi” commenta. E questo è sicuramente un rischio, ma, fidatevi, in Italia, in fatto di slot, abbiamo visto di peggio. mc

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