benelli

Dopo l’ordinanza della giudice dott.ssa Raffaella Bosco, il TAR Piemonte interviene ancora sulla materia della distribuzione dei giochi e in particolare sul distanziometro. “La pronuncia del Tar Piemonte, seppur sfavorevole per i ricorrenti, esprime – secondo l’avvocato Cino Benelli – alcuni importanti princìpi dei quali non potrà non tenersi conto in sede di regolazione.

Da un lato, – spiega il legale con studio in Firenze noto esperto del gioco pubblico – muovendo dall’intesa in sede di Conferenza Unificata, afferma l’assoluta imprescindibilità della pianificazione urbanistica nell’allocazione di punti sensibili e spazi dedicati al gioco lecito.

Si tratta di una regola spesso non seguita da molte Amministrazioni, come ad esempio in Emilia Romagna, eccezion fatta per alcuni Comuni, come quello di Parma.

Dall’altra, ritiene illegittima una disciplina normativa quando provochi un effetto espulsivo del gioco lecito dal territorio, ancorché tale effetto debba essere dimostrato rigorosamente da coloro che lo invocano.

La sentenza esprime, infine, un deciso favore verso il gioco praticato presso locali dedicati, marginalizzando quello che si svolge in esercizi generalisti, come bar e tabaccherie.

Tutto ciò costituisce un passo in avanti, seppur timido e per certi versi opinabile, rispetto a talune recenti prese di posizione di una parte del Consiglio di Stato, secondo cui, dovendosi salvaguardare la salute dei cittadini, sarebbe possibile per Comuni e Regioni prescindere da qualsiasi intervento pianificatorio, trattandosi di interesse ‘schiettamente sociale’, con conseguente negazione in radice dell’effetto espulsivo e della sua possibilità di dimostrazione.

Auspico che la pronuncia possa suscitare le più ampie riflessioni su come rimediare alla drammatica situazione che si è venuta a creare negli ultimi sei anni per effetto di una ingiustificabile inerzia dello Stato nel l’attuazione delle previsioni del Decreto Balduzzi, accompagnata ad un assordante clamore mediatico che non trova precedenti nella storia di questo paese che continua a dimenticare i morti per eroina.

La sentenza ha infine il pregio – conclude Benelli – di superare lo pseudo ragionamento fondato sul ‘notorio’, per cui siccome è notorio che il gioco con vincita in denaro può nuocere alla salute in generale, non è necessario dimostrare il pericolo con una seria istruttoria presso il Comune che intende limitare, anche drasticamente, l’attività di sale giochi, bar e tabaccherie“.

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