La Commissione Europea pubblica in questi giorni una ricerca, piuttosto corposa, redatta da ricercatori inglesi sulla base di questionari inviati a tutti i regolatori nazionali del gioco. La ricerca ha lo scopo di evidenziare quali sono le problematiche e le maggiori criticità del settore. 

Tra i temi affrontati dalla ricerca non poteva mancare quello della pubblicità al gioco d’azzardo. Dallo studio emerge che tutti i Paesi membri hanno adottato misure di regolamentazione sulla pubblicità. Italia, Lettonia e Lituania sono gli unici tre Paesi che vietano la pubblicità. Due terzi degli Stati membri dell’UE regolano la pubblicità sul gioco d’azzardo mediante regolamento statale e tutti gli Stati membri dell’UE che hanno risposto al sondaggio prevedono sanzioni amministrative e / o penali contro le violazioni. In alcuni casi un’autorità di regolamentazione diversa dal regolatore del gioco d’azzardo ha la responsabilità unica o congiunta di regolamentare la pubblicità del gioco d’azzardo online, pertanto è necessaria una buona cooperazione tra queste due autorità. La tendenza generale della pubblicità è un crescente allontanamento dalla pubblicità sui media tradizionali come TV e radio verso una pubblicità online e, ancora più recentemente, alla pubblicità sui social media di influencer. Le generazioni più giovani, infatti, guardano sempre meno la TV. È stato anche dimostrato che la regolamentazione della pubblicità del gioco d’azzardo online solleva questioni difficili di competenza giurisdizionale quando gli inserzionisti, editori o advisor sono in uno stato estero. Problemi particolari sorgono quando la pubblicità illegale viene fatta su social media e altri siti web e solo il 63% dei regolatori ha risposto di avere il potere di emettere comunicazioni e di chiedere l’oscuramento della pubblicità (il 21%). Considerata l’importanza della pubblicità online, si dovrebbe prendere in considerazione il potere di emettere avvisi e di non rispettare ordini o richieste. Solo in Polonia e in Gran Bretagna, le autorità di regolamentazione sono state molto attive nell’emettere segnalazioni in cui si chiede il ritiro del messaggio pubblicitario. Tuttavia, 16 regolatori del gioco d’azzardo che hanno risposto all’indagine non hanno emesso avvisi di ritiro o non hanno potuto fornire alcun dato sugli avvisi di ritiro. Pertanto, sembra che l’avviso non sia utilizzato sistematicamente dai regolatori come strumento di applicazione.

Sul tema della regolamentazione della pubblicità, solo il 16% dei regolatori nazionali ha detto di scambiare ‘abbastanza’ regolarmente informazioni con altri regolatori, mentre il 42% lo fa occasionalmente. Il restante 42% dei regolatori nazionali non lo fa. Questo vuol dire che ci sarebbe molto da fare in fatto di collaborazione e cooperazione.

La ricerca evidenzia come la crescita dell’uso dei social media ha creato un’opportunità per la pubblicità online per sfruttare le modalità pubblicitarie che non non sono ancora ‘attenzionate’ dal regolatore e possono quindi creare scappatoie normative. Ci sono diverse sfide per quanto riguarda la pubblicità del gioco d’azzardo online sui social media. La prima sfida è rappresentata dalla difficoltà di garantire la protezione di minori e delle persone vulnerabili nello spazio pubblicitario online, poiché è difficile garantire che la pubblicità sui social media non venga mostrata ai minori o agli auto-esclusi, poiché non c’è la verifica dell’età o altro controllo sulle caratteristiche dei visitatori oltre alla loro geolocalizzazione. La seconda sfida è la distinzione tra contenuti generati dagli utenti non commerciali e contenuti commerciali generati dagli utenti che hanno lo scopo di promuovere prodotti (beni e servizi). Ciò ha importanti implicazioni per la regolamentazione della pubblicità sui giochi d’azzardo sui social media: la pubblicità non può essere distinta dalle altre comunicazioni, come possono essere applicate regole e regolamenti pubblicitari ? La pubblicità non distinta dai contenuti generati dagli utenti è impossibile da regolare. I ricercatori britannici passano ad esaminare Twitter : in primo luogo, Twitter è utilizzato dagli affiliati per promuovere le scommesse, ma la pubblicità non è sempre è chiaramente distinguibile dai contenuti generati dagli utenti. Le relazioni commerciali sono spesso opache. In secondo luogo, la pubblicità di individui influenti (al contrario delle aziende) è particolarmente importante in termini di influenza. La raccomandazione dei ricercatori è che vi sia l’obbligo per gli utenti di contrassegnare in modo prominente la pubblicità commerciale in modo tale che possa essere facilmente distinta dai veri contenuti generati dall’utente. In terzo luogo, l’immediatezza e la natura effimera dei tweet rendono meno efficace gli strumenti che vengono applicati ai messaggi pubblicitari tradizionali. Le società di social media hanno regole rigorose in relazione alla pubblicità collocata da loro stessi , ma impongono la responsabilità per i contenuti generati dagli utenti stessi, vietando la pubblicità sul gioco d’azzardo, ma non impongono questo divieto ex ante, affidandosi invece alla comunicazione. Insomma i social media sembrano non essere troppo interessati a quello che fanno gli influencer.

Gioco online, Italia al top nel blocco dei siti web illegali