Il divieto alla pubblicità sul gioco d’azzardo, intervento caro al Movimento Cinque Stelle e da mesi pubblicizzato come una grande conquista del ‘governo del cambiamento’ si rivela essere l’ennesima presa in giro o promessa mancata.

E’ di questi giorni la notizia, riportata dalla stampa locale, che a Ventimiglia, cittadina in provincia di Imperia assurta alla cronaca anche per essere il Comune che ha deciso di dichiarare guerra all’azzardo, sia stata promossa una intensa campagna pubblicitaria favore del Casinò di Mentone. Mentone è la prima città della Francia, dopo il confine di Ventimiglia, sulla Costa Azzurra.

In poche parole a Ventimiglia è entrata in vigore una ordinanza comunale che impone fasce orarie alle attività degli apparecchi da intrattenimento e da gioco. La disposizione in oggetto ha portato ad una manifestazione particolarmente partecipata da titolari di tabaccherie e operatori del gioco legale. In varie occasioni gli operatori hanno spiegato che tale norma non limita in alcun modo i rischi legati al gioco d’azzardo, ma semmai ne è causa.

In particolare si è evidenziato che :

– favorisce il cd ‘pendolarismo dei giocatori’, ovvero porta i giocatori a spostarsi verso quei territori non colpiti da restrizioni all’offerta di gioco (come i comuni limitrofi di Camporosso, Vallecrosia, Dolceacqua, Bordighera, Vallebona, Soldano, San Biagio della Cima, ovvero il Comune di Sanremo che ha un casinò attivo dalle ore 10,00 del mattino e slot ad orario libero o quello francese di Mentone anch’esso con un casinò attivo).

– non tiene in considerazione quelle che sono le risultanze emerse dagli studi scientifici condotti in materia quale, ad esempio, lo studio dell’ISS che ha evidenziato come i “giocatori problematici” preferiscano giocare in luoghi lontani da casa e che garantiscono una maggiore riservatezza, a differenza dei “giocatori sociali” che prediligono invece gli esercizi commerciali generalisti che offrono diversi servizi.

L’ordinanza crea, poi, pesanti disparità di trattamento tra i punti di distribuzione del gioco: a giovarne saranno esclusivamente i grandi locali stile casinò –presenti in Liguria e nella confinante Francia- che lavorano soprattutto nelle ore notturne, mentre bar e tabacchi, essendo punti vendita attivi principalmente nelle ore diurne, saranno completamente estromessi dalla rete di raccolta di gioco con la conseguenza che, molte delle attività che riuscivano ad integrare il proprio reddito grazie alle entrate provenienti dai congegni legali ed erano un presidio di legalità sul territorio, saranno messe in ginocchio e condannate alla chiusura.

Oggi il caso della città invasa dai volantini pubblicitari del casinò di Mentone in barba al decreto Dignità che proibisce qualsiasi tipo di sponsorizzazione del gioco d’azzardo in Italia e scoppia la polemica.

Che dire, ecco cosa succede quando amministratori e governanti peccano di scarsa lungimiranza e, è il caso di dire, di eccessiva supponenza.

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