Oggi come ieri, sette regole per appendere il sospettato

 

«Come in film diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox, sembra di fare un tuffo nel tempo. Questa scrive Piero Incerpi – è la sensazione di chi,come me, oggi subisca la stessa sorte professionale. È come se con una gigantesca catapulta venissimo lanciati indietro al medioevo.

Oggi, come allora assistiamo allo stesso processo sociale e culturale.

Si, come in quei secoli è in atto la SANTA INQUISIZIONE, con relativa caccia agli eretici e alle streghe.

In quegli anni, appunto il medioevo, l’inquisitore con il vescovo, sempre che lo decretassero di comune accordo seguendo i dettami di papa Clemente V, potevano condannare alla tortura il sospettato.

Nei giorni nostri, ovviamente, sono mutati i soggetti, gli attori di questo film hanno tutti subito un’evoluzione genetica.

Il potere che allora era incarnato dai vari papi e tutto l’organigramma clericale, oggi è manipolato dai vari governi, nazionali e sovrannazionali con il controllo da parte delle varie istituzioni e lobbies finanziarie.

Gli eretici, i sospettati , invece siano noi, quei soggetti che provano a sopravvivere, a stare fuori dal coro dei concessionari e dei Monopoli di stato e di tutta la pletora dei vari sindaci e presidenti regionali che non fanno altro che partorire quotidianamente, come scrofe sempre gravide, leggi e regolamenti, contro le streghe del momento, gli apparecchi da intrattenimento, senza peraltro fare i doverosi distinguo.

Si, oggi come allora, viene perpetrata, scientemente, la stessa operazione di potere nei confronti dei più deboli, con le stesse menzogne, ipocrisie e giochi di palazzo nel confronto delle awp e del suo indotto, che sono sempre accomunate alle vlt e gli altri prodotti sul mercato, ma come tutti sanno, facendo finta di non sapere, totalmente diversi.

Noi, noleggiatori, terzi incaricati, (eretici dei nostri giorni) saremmo l’incaricati, dal nostro ministro competente, a riportare i flipper nei bar.

Vorremmo tanto conoscere quale sia la nostra colpa, il peccato originale che dovremmo espiare, tanto da essere condannati alla gogna pubblica e issati sulla pira.

Forse perché non siamo in linea con il pensiero, (già parlare di pensiero è fin troppo nobile) ma bensì interesse unico dominante delle lobbies finanziarie, che nel nostro caso italico hanno finora operato ed agito su esplicito mandato politico.

Tutti, a parole, si stanno prodigano per combattere il GAP, chi come i vecchi e gli attuali parlamentari con dichiarazioni roboanti, ma limitandosi ad aumentarne il PREU per finanziare le loro promesse, più o meno morali,chi come gli amministratori locali, con regolamenti territoriali privi di un senso logico per facili consensi elettorali, ma in verità è perché vogliono una fetta della torta che si vedono passare sotto il naso,ma senza poterla assaggiare, visto che governo e concessionari sono, oggi, gli unici a favorirne.

Come i tanti giornali che pubblicano notizie e dati privi di documentazione, nella maggioranza dei casi,sembra una competizione a chi la spara più grossa, la moda del momento, tanto è, pur di vendere o adulare il politico di turno.

Come la notizia di un prete del veronese che avrebbe perso € 900.000,00 alle slot. Non so dire se quel parroco abbia rubato ai suoi parrocchiani,per poi perdere tale somma al gioco, ma con matematica certezza non può averli persi con le awp comma 6A nei bar, forse con vlt, gratta e vinci,scommesse e casinò on-line o magari al nightclub.

Proviamo a fare di conto:

3.000.000,00 Introdotto 2.100.000,00 (70%vincite) € 900.000,00 Spesa/perdita

Questo è il volume di gioco che occorre sviluppare per generare tale perdita

Considerando che ogni partita dura non meno di 4 secondi, non tenendo conto del tempo che occorre per inserire ogni singolo Coin da € 1.00,(3mln di pezzi) impiegheremo almeno 12.000.000 ml di sec, pari a 200.000 min, pari 3.333 ore, pari 138 gg

Bene, se il nostro prete avesse giocato per 8 ore al giorno ininterrottamente, senza nemmeno la pausa pranzo sinodale, gli sarebbe occorso ben 414 giorni.

Domando a tutti coloro dotati di buon senso se tale notizia possa essere ritenuta attendibile o invece strumentale.

Non oso nemmeno immaginare quanto avrebbe maltolto ai suoi parrocchiani, l’ormai noto prete, se avesse impiegato lo stesso tempo a comprare grattini da € 20 o giocando alle vlt a € 10 a colpo, il conto fatelo voi.

Detto ciò, la vera domanda che tutti dovremmo porci qual è?

Mettiamo il caso che il nostro prelato avesse sofferto di cirrosi epatica, dovuta all’alcolismo, la colpa, sarebbe stata attribuita al vinsanto della santa messa?

La responsabilità è da ricercare nel gioco, nel vinsanto o nel soggetto?»

 

Commenta su Facebook