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(Jamma) Il contratto di governo su cui Lega e M5S stanno cercando un accordo determinerà, a patto che vengano rispettati i programmi in materia di interventi sul settore dei giochi pubblici, di non meno di 7 miliardi di entrate in meno per l’Erario.

L”exit strategy‘ dal mercato degli apparecchi da gioco a vincita, videlotterie e slot, si tradurrebbe in una progressiva riduzione delle installazioni, ad oggi stimate in almeno 350.000 unità, fino a definitiva scomparsa.

In termini erariali, secondo gli ultimi dati ufficiali del Ministero delle Finenze, si tradurrebbe in una riduzione di entrate di circa 6,2 miliardi l’anno in termini di Prelievo Erariale Unico applicato alle giocate su entrambe le tipologie di apparecchi. Solo nell’ultimo anno infatti le slot hanno garantito un Prelievo erariale di 4.756 milioni di euro, le videolotterie di 1.374, per queste ultime oltre l’8% in più rispetto allo scorso anno.

Già dal 2018, come è prevedibile, l’Erario potrebbe però registrare un calo delle entrate dal capitolo ‘apparecchi da intrattenimento’ dovuto alla riduzione del numero delle installazioni della tipologia newslot, ad oggi quantiticate in circa 300.000 (rispetto alle oltre 400.000 del 2016).

Qualora il futuro governo M5S e Lega dovesse attuare il programma previsto per il settore dei giochi per il Fisco vorrà dire anche mancate entrate delle tasse applicate alle migliaia di imprese della filiera (di cui solo 6.000 sono imprese di gestione) che, come certificato dal Mef, hanno registrato nel 2017 profitti lordi per circa 5 miliardi euro. Calcolando un carico fiscale medio del 48% per le imprese italiane, così come stimato dagli ultimi studi europei, la filiera ha versato nel 2017 imposte al Fisco per ulteriori 2,5 miliardi di euro che, come conseguenza della strategia di uscita prevista dal contratto di governo, non verrebbero più garantite dalla filiera.

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