L’ADM ha diramato una circolare in merito agli obblighi di verifica del concessionario di gioco pubblico nei confronti dell’esercizio all’interno del quale si svolge attività di raccolta di gioco a distanza.

Si tratta di procedure attraverso le quali verificare eventuali attività di intermediazione e altri comportanti irregolari (pvr, totem, gioco illegale ecc).

L’Agenzia ricorda ai concessionari che, così come precisato nella convenzione di concessione che è stata sottoscritta, “relativamente all’esercizio ed alla raccolta a distanza di uno o più dei giochi pubblici di cui all’articolo 2, oltre ad osservare le prescrizioni previste nell’atto convenzionale, nelle regole amministrative e nelle regole tecniche, è tenuto anche a: (omissis) f) svolgere l’attività di commercializzazione esclusivamente mediante il/i canale/i prescelto/i; g) osservare e/o far rispettare, nell’eventuale attività di promozione e diffusione dei giochi oggetto di convenzione, dei relativi contratti di conto di gioco e di rivendita della carta di ricarica, il divieto di intermediazione per la raccolta del gioco a distanza nonché il divieto di raccolta presso luoghi fisici, anche per il tramite di soggetti terzi incaricati, anche con apparecchiature che ne permettano la partecipazione telematica”.

Viene altresì precisato che:

“i giochi a distanza possono essere commercializzati dai concessionari esclusivamente attraverso i siti internet autorizzati e le altre modalità autorizzate dall’Agenzia e non presso esercizi commerciali [articolo 5, comma 2, lett. f) dell’atto di Convenzione];

è vietata la raccolta a distanza dei giochi pubblici presso luoghi fisici, anche per il tramite di soggetti terzi incaricati e/o con apparecchiature che ne permettano la partecipazione telematica [articolo5, comma 2, lett. g) dell’atto di Convenzione];

è fatto divieto di utilizzazione del conto di gioco di un giocatore per la raccolta o l’intermediazione di giocate altrui [articolo 24, comma 19, lett. c), della Legge 7 luglio 2009, n. 88];

la violazione del divieto di intermediazione ha rilievo penale (articolo 4, comma 1, della legge 13 dicembre 1989, n. 401); è considerata intermediazione qualsiasi attività organizzata al fine di accettare o raccogliere o comunque favorire l’accettazione o in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettati in Italia o all’estero (articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401);

è considerata intermediazione qualsiasi attività inerente gli elementi fondamentali del contratto di scommessa (articolo 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401) per cui è vietato anche il meccanismo della c.d. “giocata assistita”, pur nei confronti dei portatori di handicap o dei soggetti di età avanzata, essendo ammessa esclusivamente l’assistenza al giocatore per l’apertura del conto di gioco con il concessionario; – è considerata intermediazione il pagamento delle vincite anche tramite apparecchiature automatiche (articolo 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401);

è vietata la messa a disposizione, presso qualsiasi pubblico esercizio, di apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentano ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari del gioco a distanza, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo concessorio o autorizzatorio rilasciato dalle competenti autorità (articolo 7, comma 3-quater, del Decreto[1]legge n. 158/2012 e Cassazione Sezione III penale Sentenza n. 40624 del 1 ottobre 2013);

è vietata la commercializzazione o la promozione di siti di gioco privi di concessione (articolo 4, comma 1 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401);

è consentita la sottoscrizione dei contratti di conto di gioco e la vendita di carte di ricarica del conto di gioco presso esercizi commerciali con cui il Concessionario abbia stipulato un apposito contratto di diritto privato [articolo5, comma 2, lett. g) dell’atto di Convenzione] ma tale attività è accessoria rispetto all’attività primaria svolta dall’esercizio commerciale, pertanto l’esercizio commerciale non può essere allestito come se fosse un punto vendita della rete fisica del gioco ed è vietata la messa a disposizione degli avventori e la stampa di materiale cartaceo nel quale vi sia un richiamo esplicito ad eventi di gioco, a palinsesti e/o a quote di gioco; – negli esercizi commerciali contrattualizzati con i concessionari del gioco a distanza sono vietate tutte le forme di pubblicità, sponsorizzazioni e tutte le altre forme di comunicazioni a contenuto promozionale relative a giochi o scommesse con vincite in denaro, è vietata l’affissione all’interno e all’esterno dei locali di insegne, locandine, vetrofanie o altro materiale pubblicitario relativo al gioco (articolo 9 comma 1 del Decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87)”.

Inoltre: “Il vincolo negoziale privatistico che intercorre tra i concessionari del gioco a distanza e gli esercizi commerciali incaricati di curare, per essi, la sottoscrizione dei contratti di conto di gioco e la vendita delle carte di ricarica, comporta, in capo ai concessionari, un obbligo di verifica del rispetto delle disposizioni sopra citate [articolo 5, comma 2, lettere f) e g) della Convenzione]. Da ciò consegue la previsione del pagamento di una penale nel caso di inosservanza di detto obbligo [articolo 19, comma 2, lettera g)], nonché la sospensione cautelare della concessione e l’avvio del procedimento di decadenza nel caso di reiterata inosservanza di detti obblighi [articolo 21, comma 2, lettera g) della Convenzione].

La verifica di queste disposizioni, presso gli esercizi commerciali contrattualizzati con i concessionari del gioco a distanza, impone a questi ultimi l’attivazione di misure volte a presidiare dette attività, al fine di rilevare eventuali sintomi di possibili irregolarità e avviare i correlati strumenti negoziali di verifica e sanzione, nonché l’effettuazione sollecita delle notizie di reato – in qualità di esercenti un pubblico servizio – in caso di attività illegali quali l’intermediazione nella raccolta del gioco o il riciclaggio di denaro.

Le eventuali violazioni rilevate, in occasione dello svolgimento di attività di polizia giudiziaria presso esercizi commerciali contrattualizzati con concessionari del gioco a distanza, fermo restando la responsabilità di fonte convenzionale di questi ultimi, comportano effetti diretti sugli interessi pubblici sottesi al corretto esercizio dei giochi e alla correlata tutela dei giocatori e degli interessi erariali.

Di seguito l’elenco delle attività di controllo richieste al concessionario:

comunicare l’elenco degli esercizi commerciali contrattualizzati per la sottoscrizione dei contratti di conto di gioco e la vendita di carte di ricarica agli Uffici dei Monopoli competenti per territorio, all’Ufficio Gioco a distanza e all’Ufficio Controllo giochi, entro il giorno 10 del mese successivo a ciascun trimestre;

vietare l’apertura di conti di gioco intestati ai titolari degli esercizi commerciali contrattualizzati per la sottoscrizione dei contratti di conto di gioco e la vendita di carte di ricarica, ai loro familiari e conviventi e al personale dipendente;

aggiornare le misure tecniche di geo-localizzazione degli indirizzi IP utilizzati dai giocatori, previste dalle Regole Tecniche per la gestione della Concessione, per garantire l’individuazione dell’ubicazione delle operazioni di gioco;

prevedere, nei contratti conclusi con gli esercizi commerciali contrattualizzati per la sottoscrizione dei contratti di conto di gioco e la vendita di carte di ricarica: o che si impegnino a rispettare la disciplina sottesa alla loro attività; o che comunichino al concessionario i propri indirizzi IP pubblici; o che comunichino al concessionario la tipologia di autorizzazione assunta per lo svolgimento della propria attività commerciale (es: licenza ex articolo 86 del Tulps; Scia); o che forniscano al concessionario tutti i dati e le informazioni necessarie per le attività di verifica; o che si impegnino a consentire l’accesso di dipendenti o incaricati dall’Agenzia, nei tempi e con le modalità indicati dall’Agenzia stessa, nelle proprie sedi e per quanto concerne le dotazioni tecnologiche utilizzate anche nelle sedi dei fornitori terzi, ovunque ubicate nello Spazio economico europeo;

svolgere i seguenti controlli e trasmettere, tempestivamente e comunque con cadenza almeno mensile, all’Ufficio Gioco a distanza e all’Ufficio Controllo giochi, appositi Report nei quali sono illustrate le tipologie di attività svolte e i loro esiti, indicando dettagliatamente ogni anomalia rilevata: o analisi della corrispondenza tra gli indirizzi IP utilizzati dai giocatori e quelli comunicati dagli esercenti contrattualizzati; o analisi dei volumi delle operazioni di gioco effettuate su ciascun conto di gioco concluso presso gli esercizi commerciali; o analisi dei volumi delle operazioni di gioco effettuate su ciascun conto di gioco dopo l’acquisto di carte di ricarica;

analisi del numero delle carte di ricarica vendute in ciascun esercizio commerciale contrattualizzato per la sottoscrizione dei contratti di conto di gioco e la vendita di carte di ricarica e comparazione con il numero dei contratti ivi sottoscritti; o effettuazione di verifiche presso gli esercizi commerciali contrattualizzati per la sottoscrizione dei contratti di conto di gioco e la vendita di carte di ricarica i cui dati risultino anomali e, comunque, con cadenza almeno mensile; o individuazione dei conti di gioco con cui sono effettuate giocate su tutti gli esiti previsti sullo stesso avvenimento; o individuazione dei conti di gioco con cui è effettuato un numero anomalo di operazioni in un breve periodo di tempo; o individuazione dei conti di gioco conclusi presso gli esercizi commerciali contrattualizzati per la sottoscrizione dei contratti di conto di gioco e la vendita di carte di ricarica i cui saldi sono incrementati mediante carte di ricarica che sono stati sospesi per sospette operazioni irregolari o illegali;

risoluzione dei contratti stipulati con gli esercizi commerciali ove siano state riscontrate situazioni di mancato rispetto alla disciplina di settore, fermo restando l’obbligo di effettuare una sollecita comunicazione della notizia di reato in caso emergano ipotesi di attività illegali.

L’eventuale riscontro di attività irregolare in fase di verifica da parte delle autorità si riflette sul concessionario stesso”.

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