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(Jamma) Una ‘stangatina’ sui giochi, l’ennesima viene da dire, è quella che potrebbe essere inserita nel testo della manovra che domani verrà presentata dal Governo insieme ad Def. Una stangata che per qualcuno potrebbe valere circa 500 milioni, per altri almeno 700. Sotto tiro un  ritocchino  “tassa sulla fortuna” (sale sulle vincite dal 6 al 10 per cento) e si prosegue con l’aumento del prelievo sulle slot machine (sale di un punto al 18,5 per cento). Ed è proprio su questo punto, da tempo ventilato e sistematicamente smentito dal Governo, si è aperto da tempo il confronto tra lo stesso Mef e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il motivo è semplice: questi interventi , se non riferiti ad un riordino del settore, rischiano di compromettere l’esistenza del comparto. “Tale incremento”, come si legge in un recente documento presentato in Parlamento a firma del vicedirettore Alessandro Aronica “se assorbito dalla filiera potrebbe rivelarsi non sostenibile e addirittura impraticabile sui giocatori”.

Una ipotesi a cui gli operatori oggi preferiscono non pensare perchè vorrebbe dire tornare ad una sostituzione dell’intero parco macchine. Ancora una volta.

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