Giochi e scommesse scomparsi ormai dal paniere Istat, lo strumento ideato dall’Istituto Nazionale di Statistica per monitorare i consumi degli italiani. Ma non è sempre stato così. Totocalcio, e non solo, sono tra i prodotti che vantano un periodo di permanenza nell’elenco tra i più lunghi.

Il Totocalcio tornerà ad essere tra i giochi preferiti degli italiani? E’ quello che si augura il legislatore anche grazie all’operazione di restyling introdotta con l’ultima Manovra finanziaria.

Al montepremi sarà destinata una percentuale del 75%; il compenso del concessionario sarà pari al 5%, mentre ai punti vendita andrà l’8%. A gestire la raccolta, “ferma restando la competenza esclusiva dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli per l’organizzazione del gioco e la gestione delle relative concessioni”, sarà la Sport e Salute SPA (ex Coni Servizi) – a cui andrà il 12% della raccolta.
Rispetto alla precedente normativa, per i concorsi pronostici “Totocalcio”, “Il 9”, “Totogol”, il montepremi aumenta dal 50 al 75 per cento della raccolta, mentre per la scommessa sportiva a totalizzatore “Big Match” la percentuale del montepremi passa dal 57 al 75 percento, con un sostanziale incremento delle risorse a disposizione dei giocatori.

Basterà per riportare il gioco ai vecchi fasti? Difficile dirlo, bisognerà attendere i primi dati sulle vendite e magari al ritorno di questo ‘bene di consumo’ tra le voci del paniere Istat, in cui dovrebbero riconoscersi le abitudini degli italiani.

Proprio questi giochi, Totocalcio e Totogol, sono ormai spariti dall’elenco, ma non senza lasciare una importante traccia.

La schedina del Totocalcio è stata monitorata per comprendere le tendenze di consumo degli italini fino a qualche anno fa, dopo essere stata presente per ben 5.113 giorni .  Inferiore la permanenza della schedina del Totip: ‘appena’ 1.866 giorni.

Di tutto rispetto invece la presenxza dei concorsi a pronostico, come uno dei consumi che hanno registrato la permanenza più lunga tra le attività  ricreative: 7.670 giorni in totale.

Oggi per l’Istat i giochi non rientrano tra le attività idoneee a caratterizzare le tendenze di consumo degli italiani, dove figura invece i giochi elettronici, le cosole, le carte da gioco e perfino gli ingressi ai parchi divertimento.

Commenta su Facebook