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(Jamma) E’ arrivata come una vera e propria mannaia il giudizio del mondo accademico alle politiche dello Stato tedesco in materia di gioco d’azzardo. Ad un anno esatto dall’approvazione del Trattato tedesco sul gioco d’azzardo e in attesa che tutti e 16 i Lander adottino le norme che limitano (soprattutto) l’offerta di slot e sale giochi, la prima ‘valutazione scientifica’ della legge che è stata presentata come garanzia di tutela del cittadino dai rischi del gioco d’azzardo eccessivo non lascia molti dubbi in proposito.

Oggi a Berlino è stato presentato lo studio di valutazione sul Trattato di Stato sul gioco d’azzardo realizzato dal prof. Dr. Justus Haucap, direttore dell’Istituto per l’Economia presso l’Università Heinrich-Heine di Düsseldorf, prof. Dr. Martin Nolte, direttore dell’Istituto per il Diritto dello Sport presso lo Sporthochschule di Colonia, il prof. Dr. Heino Stöver, professore di scienze sociali presso l’Università di Francoforte.

La ricerca parte da una prima valutazione ‘tecnica’ da una panoramica storica dei regolamenti che non hanno riscosso approvazione né da parte della Corte Costituzionale, dalla Corte di Giustizia Europea e dai Tribunali amministrativi regionali. Secondo il prof. Heino Stöver ogni forma di divieto risulta essere controproducente in termini di dipendenza dal gioco. E quando manca una precisa politica di regolamentazione su alcune offerte di gioco il mercato viene incanalato verso l’offerta non autorizzata. Stöver evidenzia che l’idea che esista una correlazione lineare tra la disponibilità di un oggetto narcotico e il grado di frequenza di dipendenza è totalmente antiquata e sostenerlo vuol dire ignorare i risultati della ricerca degli ultimi anni. Il confronto europeo dimostra che non v’è alcun legame tra il gioco regolamentato e la maggiore prevalenza di dipendenza dal gioco d’azzardo. Allo stesso modo, non v’è alcuna evidenza empirica circa la un aumento del rischio di dipendenza dal gioco al gioco d’azzardo online. Al contrario: Internet offre nuove possibilità di tutela del giocatore.

In Germania quindi l’intervento del governo si è rivelato “Nella migliore delle ipotesi inefficace […] – nella peggiore controproducente” (citazione dello studio) , come ricorda il prof. Stöver soggerendo la canalizzazione e il monitoraggio dell’offerta , piuttosto che un divieto che spesso diventa inapplicabile.

 

Il proibizionismo e il fallimento delle regole

Secondo il prof. Dr. Justus Haucap la Germania esce davvero male dal confronto con gli altri paesi europei in materia di contrasto al mercato ‘grigio’ e nero del gioco d’azzardo. Haucap osserva infatti

che le misure di prevenzione delle dipendenze e la protezione del giocatore, la tutela dei minori, la frode e controllo crimine possono fare differenza e per capire cosa sta succedendo in Germania ha sviluppato una griglia di valutazione mettendo a confronto lo stato tedesco con altri paesi europei. La Germania, messa a confronto con altri cinque paesi europei finisce in ultima posizione. Con 67 punti (dei 185 possibili), è alle spalle di Polonia (85 punti), Francia (117 punti), Spagna (136 punti), Gran Bretagna (155) e Danimarca (169 punti). E mentre in Germania di fanno chiudere le sale giochi grazie a distanziomentri e restrizione varie, cresce la domanda dei casinò online e delle scommesse live. La cosa interessante è che entrambe queste modalità di gioco in Germania sono vietate o fortemente limitate. E’ sorprendente il fatto che lo Stato chiuda gli occhi davanti al fatto che con una così grande domanda sul mercato del poker e del casinò online costituisce un grande interesse per frodi e criminalità organizzata. Gli accademici ritengono molto più efficace un approccio come quello del Regno Unito che combina una grande flessibilità sul prodotto gioco con un forte controllo sugli operatori autorizzati.

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