Pubblicato nella G.U. n. 252 il decreto con le misure di contrasto all’evasione e alle frodi, che accompagna la legge di bilancio. Ora, l’esame in Parlamento

Il decreto Fiscale , collegato alla Manovra, è in vigore. Ecco , in sintesi, le disposizioni che interessano il settore dei giochi e delle scommesse.

Art. 24 – Proroga gare scommesse e Bingo
Prevista una proroga onerosa per la concessione di scommesse e sale Bingo, a seguito della sospensione, da parte del Consiglio di Stato, del parere obbligatorio da rendere sugli atti di gara, circostanza che rende impossibile la conclusione della nuova gara nel corso dell’anno corrente.
Art. 25 – Termine per la sostituzione degli apparecchi da gioco
Slitta il termine per la sostituzione delle slot in funzione con terminali da gioco da remoto: non sarà più possibile rilasciare nulla osta per i “vecchi” apparecchi (Awp) dal nono mese successivo alla data di pubblicazione del decreto ministeriale contenente le regole tecniche di produzione della nuova tipologia di apparecchi (Awpr); entro il dodicesimo successivo alla pubblicazione del Dm, gli Awp dovranno essere dismessi.
Art. 26 – Prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento
Dal 10 febbraio 2020, la misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento passerà dal 21,6% al 23% per le new slot (Awp) e dal 7,9% al 9% per le videolottery (Vlt).
Art. 27 – Registro unico degli operatori del gioco pubblico
Dal 2020 è istituito, presso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, il Registro unico degli operatori del gioco pubblico per: produttori, proprietari, possessori o detentori di apparecchi da intrattenimento, concessionari per la gestione della rete telematica, concessionari del gioco del Bingo, di scommesse, del gioco a distanza, allibratori, ecc. L’iscrizione è disposta dall’Agenzia previa verifica del possesso, da parte dei richiedenti, delle licenze di pubblica sicurezza, autorizzazioni e concessioni necessarie e della certificazione antimafia, nonché dell’avvenuto versamento della somma annua (da 200 a 3.000 euro, a seconda dell’attività svolta). Se si esercita una qualunque attività di gioco senza essere iscritti al Registro, è prevista una sanzione di 10mila euro e il divieto di iscriversi all’elenco per i cinque anni successivi.
Art. 28 – Blocco dei pagamenti a soggetti senza concessione
Per operatori bancari, finanziari e postali ed emittenti carte di credito, è introdotto il divieto di trasferire denaro a favore di soggetti che, attraverso reti telematiche o di telecomunicazione, offrono giochi, scommesse o concorsi pronostici con vincite in denaro senza alcun titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in violazione delle norme sull’esercizio delle attività di gioco pubblico. Per ogni violazione accertata, è prevista una sanzione pecuniaria da 300mila a un 1,3 milioni di euro.
Art. 29 – Potenziamento dei controlli in materia di giochi
L’Agenzia delle dogane e dei monopoli è autorizzata a istituire un fondo di 100mila euro annui per effettuare, tramite “agenti sotto copertura”, operazioni di gioco, allo scopo di acquisire elementi di prova in ordine a eventuali violazioni in materia di gioco pubblico, comprese quelle relative al divieto di gioco dei minori.
Art. 30 – Disposizioni relative all’articolo 24 del decreto-legge n. 98 del 2011
Rafforzati i divieti già esistenti per l’esercizio di attività commerciali, locali o altri spazi all’interno dei quali è offerto gioco pubblico, da parte di persone nei cui confronti sussistono situazioni ostative previste dalle disposizioni antimafia nonché quando è stata riscontrata la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa. A tali divieti viene aggiunto il caso in cui il titolare dell’attività ha commesso gravi violazioni, definitivamente accertate, relative agli obblighi di pagamento di imposte, tasse e contributi assistenziali e previdenziali.
Art. 31 – Omesso versamento dell’imposta unica
  • L’Agenzia delle dogane e dei monopoli dispone la chiusura dei punti vendita nei quali si offrono al pubblico scommesse e concorsi pronostici, qualora il gestore del punto di vendita risulti debitore d’imposta unica in base a sentenza, anche non definitiva, la cui esecutività non sia sospesa. Il provvedimento contiene l’invito al pagamento, entro 30 giorni dalla notifica, di quanto dovuto per effetto della sentenza e l’intimazione alla chiusura se, decorso quel periodo, non si fornisca prova dell’avvenuto pagamento, avvisando il competente comando della Guardia di finanza per procedere all’esecuzione della chiusura. In caso di violazione della chiusura dell’esercizio, scatta una sanzione da 10mila a 30mila euro, oltre alla chiusura coattiva dell’esercizio.
  • Nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli diffida chi risulta inadempiente nel versamento dell’imposta unica, a provvedervi, con sanzioni e interessi, entro 30 giorni e, in caso di mancato assolvimento in quel termine, procede all’escussione delle garanzie prestate, con obbligo, per il soggetto escusso, di reintegrare la garanzia entro 90 giorni, a pena di decadenza della concessione.