“Hai visto? Hanno abolito i vitalizi”. “Chi? Ma sei sicuro? Io non ci credo, vedrai che alla fine non è così” “Scherzi? Dice che così risparmiamo un sacco di soldi, vedrai come cambia” “Sarà, dicono tutti così”. Conversazione raccolta nella mia macelleria di fiducia, mentre aspetto il mio turno. Sono le 19,30, il primo è il macellaio, giovane ma non troppo, allegro e ottimista. L’altro è un pensionato, solo (lo deduco dal suo acquisto) e più avvezzo alle cose della vita. Vorrei chiedere al mio macellaio come ha saputo la notizia, sicuramente non dalla televisione o dalla radio, visto che sta lavorando, impossibile che lo abbiano scritto i giornali. Sicuramente da Facebook dove dal pomeriggio arrivano foto di palloncini gialli e grida di giubilo. Vorrei dirgli di andare a leggersi bene cosa hanno approvato alla Camera, magari scoprirebbe come stanno le cose, che non è proprio così come crede e che di quell’ipotetico risparmio a lui non arriverà nulla. Anzi. Ma non dico niente e sorrido. Sorrido all’immagine di un Paese dove si tifa per un politico come per la Croazia ai Mondiali dai quali siamo stati esclusi. Dice che è un Paese di 5 milioni di abitanti, dice che sono determinati, ma sfido i tanti tifosi dell’ultima ora a riconoscerlo in una cartina geografica. Dice che. Ecco come siamo messi , e soprattutto lo dicono i social dove i grillini ( e chiamiamoli così senza riserve) sono maestri. Dice che adesso con i decreto dignità aboliscono il gioco d’azzardo e soprattutto la malattia, ovvero il gioco d’azzardo patologico. E poi aspettiamoci che aboliscano il finanziamento ai giornali (già fatto da anni), ma anche la disoccupazione, e come dice qualcuno la pena di morte, il telefono a gettoni, il delitto d’onore e se tutto va bene anche la monarchia. Battute a parte qui c’è poco da ridere. Del vicepremier Di Maio impettito e sprezzante che va in tv a dire che non è disposto a prendere soldi da quelli dell’azzardo non è rimasto che l’immagine da slogan, di quello che alla fine si è piegato a fare esattamente ciò che per anni ha criticato: tassare le slot e le videolotterie (le infernali macchinette d’azzardo, per ‘coprire’ i provvedimenti contenuti nel decreto ‘Vergogna’. Lo hanno chiamato Dignità, ma della dignità di chi. Non quella di un governo che a poche settimane dal suo insediamento già racconta balle. Non certo la dignità che manca all’onorevole Massimo Baroni che parla del divieto della pubblicità sul gioco come forma di tutela per i minori e si dimentica di dire che poche ore prima, il suo movimento, ha avallato un provvedimento che aumenta le imposte a carico dei gestori (legali) delle slot e delle videolotterie non solo per coprire i mancati incassi Iva per lo Stato come conseguenza della messa al bando della pubblicità, ma anche per coprire il buco dalla eliminazione dello splint payment sui professionisti. Sapete di cosa si tratta? Lo split payment, o meccanismo di scissione dell’Iva, prevede che l’imponibile sia pagato al fornitore e l’Iva versata direttamente all’Erario. Dal 1° luglio 2017 si applica anche ai compensi dei professionisti per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute ai fini delle imposte sul reddito. Lo split payment è una misura temporanea antievasione e, secondo la normativa ad oggi vigente, si applicherà fino al 30 giugno 2020. Allora, se capiamo bene, una misura antievasione viene cancellata per sburocratizzare l’attività dei liberi professionisti italiani con le entrate di un comparto che per Di Maio & Co. è un covo di criminali e evasori. Caro il mio macellaio, ne hai ancora tante da imparare di questo signori. Almeno in questo caso hanno fatto esattamente come tutti gli altri: ricorrere alla tassazione della filiera. Ma non non è tutto. Sempre dall’incremento delle imposte sui lavoratori del comparto dell’apparecchio da intrattenimento ( almeno noi chiamiamolo così) deriveranno anche le risorse per la modifica della disciplina dei contratti a termine. Ma anche questo nei post su Facebook , tra i palloncini gialli, nessuno le scrive. C’è troppo da leggere, e non abbiamo né tempo né voglia di farlo. Una misura per ‘garantire’ il lavoro con un provvedimento che lo farà perdere ad altri. A proposito, tiferò Croazia, dove aver verificato bene dove sta e com’è ma, e il macellaio non me ne voglia, resto d’accordo con il pensionato. Qui resta tutto come prima, se non peggio. mc

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