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Se il gioco d’azzardo è stato uno degli argomenti chiave dell’estate (oltre che della politica di governo declinata nel Decreto Dignità), sicuramente non lo è oggi così come la crisi di un comparto e le inevitabili conseguenze a livello occupazione. Nel silenzio, e nel frastuono attorno alla proposta del reddito di cittadinanza, è passata praticamente inosservata l’azione delle diverse organizzazioni sindacali che, strano a dirsi, hanno cominciato ad interessarsi del settore del gioco legali come attività economica dalla quale dipendono migliaia di posti di lavoro.

Prima dal Piemonte e poi dalla Puglia sono arrivati i primi segnali di allarme dalle organizzazioni sindacali. Solo in Puglia, per il Segretario generale regionale della categoria, Antonio Arcadio, ci sono 1.016 punti vendita autorizzati dall’ADM a raccogliere gioco (scommesse ippiche, sportive e virtuali) e ad ospitare apparecchi da intrattenimento e divertimento (AWP e VLT) e sono presenti in 187 comuni: un numero di lavoratori stimabile in poco più di 2.800 posti di lavoro ai quali aggiungere gli addetti alle sale bingo, i punti di concorsi a pronostico, i punti vendite a scommesse e per le lotterie. In totale quasi 13 mila lavoratori direttamente impegnati in attività di gioco legali sotto rigidi controlli. A questi vanno aggiunti i settori dell’indotto: imprese di pulizia, tecnici impiantistica, tecnici della manutenzione tecnologica, cancelleria, consulenti fiscali, del lavoro e legali. “Un numero di lavoratori che rischia di assottigliarsi in modo spropositato se non cerchiamo una soluzione condivisa con le Istituzioni regionali” osserva Arcadio.

Ma la situazione non migliora a livello nazionale. Fatto sta che le organizzazioni sindacali, in rappresentanza dei lavoratori dell’intero territorio nazionale impiegate all’interno delle sale Bingo (che sono in totale 2016), hanno avviato una serie di incontri con la Federazione Nazionale dei Pubblici Esercizi. Al centro degli incontri “la complessa situazione del settore”.

L’obiettivo è qello di valutare con attenzione ‘le specifiche professionalità per dare quindi seguito ai lavori ‘ di una Commissione che si sta occupando Contratto Nazionale dei pubblici esercizi applicabile ai lavaoratori del Bingo, alla luce non solo delle caratetristiche del Bingo, ma soprattutto ‘del contesto di crisi nazionale’.

 

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