baretta
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(Jamma) Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia con delega ai giochi, chiude la sua esperienza e l’attività svolta con la mancata rielezione tra le fila del Partito Democratico. Fatto, quest’ultimo, che ha suscitato reazioni non troppo misurate tra gli operatori del comparto degli apparecchi da intrattenimento esasperati da quanto sta accadendo anche in conseguenza dell’applicazione delle normative regionali che, come nel caso del Piemonte, hanno portato alla chiusura di molte attività.

Ancora una volta il sottosegretario non si sottrae al confronto con chi sembra proprio non apprezzare il suo operato perché “il confronto nel merito- dice Baretta– anche polemico, è sempre più valido del silenzio e delle offese senza contenuto”.

A chi non nasconde la soddisfazione per la mancata rielezione, Baretta suggerisce di aspettare “quando il prossimo governo del M5S affronterà la questione giochi”.

Ipotesi che pare poca cosa rispetto alla ‘distruzione’ di un settore , quello dell’apparecchio da intrattenimento, come lamenta il suo interlocutore.

“Ricordo benissimo l’assemblea nella quale ho detto che secondo me i gestori erano troppi e che era meglio che si organizzassero in consorzi, per difendersi meglio. Ricordo la reazione (diciamo polemica…?) della sala. Non aver avuto il coraggio di fare le riforme di filiera è una delle cause dei problemi con i concessionari” ricorda Baretta. “L’abolizione della figura del concessionario vuol dire abolire Lottomatica?” chiede Baretta riferendosi all’ipotesi che, secondo l’interlocutore sarebbe stata prospettata nel programma del M5S. “Vuol dire che lo Stato diventa lui gestore diretto, come nel caso dei Casinò? Vuol dire che si lascia campo libero al mercato privato?”. “Ho sostenuto che le slot (400 mila) erano troppe” ricorda Baretta “Alla linea delle distanze, che ho sempre criticato, io ho contrapposto quella della riduzione delle slot del 35% (soluzione più volte discussa anche con i rappresentanti del comparto). Una strada più gestibile e meno dannosa per il settore rispetto a quella delle distanze (come il caso Piemonte dimostra)”. “Non me la prendo affatto con il M5S. Loro che volevano abolire il gioco pubblico lo hanno sempre detto. Siamo noi che abbiamo sempre detto di non essere proibizionisti…” precisa Baretta.

E a chi accusa il passato Governo di non essere intervenuto in alcun modo sulle leggi regionali che introducono limitazioni alle slot, Baretta ricorda non solo di essere intervenuto “con l’Intesa in Conferenza Unificata a Settembre, ostacolata da Lombardia, Puglia e Piemonte e dal Comune di Roma ; ma nella legge di bilancio è scritto che le leggi regionali devono adeguarsi, in previsione delle gare, a quanto previsto dalla intesa nazionale”. “Che poi ci sia un conflitto trasversale, cioè tra governo e Regioni, è del tutto evidente e credo durerà ancora, almeno fino a quando non ci sarà una legge nazionale condivisa. Se il prossimo governo ci riuscirà meglio di noi, bene” fa sapere il sottosegretario.

Alla critica sul fatto che la riduzione del numero delle installazioni si sia aggiunta, peggiorando la situazione, agli altri interventi Baretta replica così “La riduzione non si è “sovrapposta”, ma la linea delle distanze a 500 metri ha portato alla impraticabilità del campo e al proibizionismo. Sono due strade alternative tra di loro. Questo è il punto per il quale dico che è stato un errore concentrare la protesta soprattutto (se non esclusivamente) sulla linea del Governo, indebolendola, anziché sostenerla. Perché l’alternativa sono le attuali leggi regionali e comunali (di tutti i colori politici…)” conclude.

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