Tribunale abruzzese, con sentenza resa il 7 febbraio 2022, ha accolto l’opposizione ad ordinanza – ingiunzione di ADM, presentata dal titolare di concessionario GAD, assistito dallo Studio Legale degli avvocati Marco e Riccardo Ripamonti, con sede in Viterbo e Firenze.

A base della sanzione di euro 20.000, la installazione di tre computer presso un punto di ricarica, contrattualizzato con il medesimo concessionario. I computer, dopo il sequestro, erano stati periziati da Sogei che aveva reperito nella cronologia connessioni non solo di gioco, ma anche di altro genere, come anche la presenza di software utili a raggiungere detti portali di gioco lecito, come anche di altra tipologia.

Lo Studio Legale Ripamonti, in via preliminare, ha proposto questioni di costituzionalità e di incompatibilità comunitaria con riferimento all’interpretazione sostenuta dalla Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) circa la portata della norma, sulle quali il Tribunale non si è tuttavia pronunciato, ritenendo il ricorso fondato nel merito. In ordine a tale argomento, lo stesso Tribunale, in accoglimento delle tesi della difesa, ha affermato che la normativa in questione non intenda inibire al cittadino di potersi collegare in modo diretto ed autonomo, da postazione pubblica, a portale di gioco autorizzato, intendendo invece sanzionare una attività di raccolta di gioco basata sull’intermediazione da parte del titolare dell’esercizio adibito a punto di ricarica. Principio questo che il Tribunale ha elaborato sulla base di una serie di pronunce di Cassazione in tema di intermediazione, prodotte ed illustrate dalla difesa.

A sostegno di tale convincimento il Tribunale ha posto anche documentazione di ADM, prodotta dalla difesa, da cui emerge, secondo la stessa tesi difensiva, che presso la propria rete composta da negozi internet point il concessionario possa installare computer a libera navigazione, purché privi di preimpostazioni a portali di gioco, come del resto erano i computer oggetto di causa.

L’opposizione è stata così accolta, nonostante la produzione da parte di ADM di pronunce di segno opposto.

Sulla base degli stessi argomenti, in analoghe cause di opposizione, proprio in questi giorni il Tribunale di Firenze ed il Tribunale di Pescara, accogliendo le rispettive richieste dello Studio Legale Ripamonti e ritenendo sussistente il fumus dei ricorsi, hanno sospeso la provvisoria esecuzione delle ordinanze impugnate. In particolare in una di dette ordinanze, quanto al fumus, il Tribunale già anticipa come la finalità della normativa Balduzzi non sia quella di sanzionare l’esercente che non si attivi per evitare connessioni a portali di gioco da parte di clienti mediante postazioni a libera navigazione, ne’ la mera messa a disposizione delle stesse.

L’avv. Marco Ripamonti ha così commentato: “Mai fermarsi all’apparenza e cogliere, invece, il reale significato.  E’ ciò che ha fatto il giudice con una Sentenza che ritengo giusta ed immune da censure, resa in modo imparziale, ponderato, nell’interpretazione del concreto intento del legislatore, senza cadere in pregiudizi e luoghi comuni. E’ certamente lodevole l’attività di controllo che viene costantemente svolta da ADM sui numerosi punti di ricarica, finalizzata a contrastare modalità di conduzione non appropriate, come anche è decisamente importante che gli stessi aspiranti titolari dei pvr siano oculati nella scelta del concessionario cui affidarsi. E sono  sempre più frequenti le domande in tal senso. Altra cosa è però l’interpretazione della norma, che non può eccedere i limiti per cui è stata posta in essere e che deve sempre contestualizzarsi nel momento storico e coordinarsi con fonti di rango superiore. Certamente vi è diversa giurisprudenza di segno opposto, ma gli ultimi pronunciamenti potrebbero dar luogo ad una inversione di tendenza”.

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