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Torta con i frutti di bosco, bollicine e palloncini colorati. Il video, perfettamente in linea con quelli che migliaia di adolescenti postano su Instagram con le celebrazioni improvvisate dai compagni di scuola, vede il nostro premier Conte circondato dai membri del suo staff mentre spegne le candeline per il 54esimo compleanno. E giù risate e battiti di mano. Un compleanno qua e una risata là, i social sono ormai il luogo deputato per fare politica, decidere delle sorti di un Paese e del futuro di una categoria imprenditoriale o di un dirigente della pubblica amministrazione.

Ieri sera, a pochi minuti dalla conclusione del Consiglio dei Ministri e molto prima della pubblicazione del comunicato stampa ufficiale, il vicepremier Di Maio ha postato su facebook l’azzeramento dei vertici delle agenzie fiscali. Poco ore prima, in una intervista al Sole24Ore, il ministro dell’Economia Tria aveva preferito glissare sulla domanda circa il futuro degli stessi direttori. Uno stile e un atteggiamento a mio modesto parere molto più in linea con la posizione di un esponente del governo. Così Roberto Reggi, direttore generale del Demanio, viene a sapere del suo licenziamento da Twitter, e come lui, dobbiamo supporre, anche gli altri (compreso Kessler dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli). Non mi esprimo in merito a questa ‘pratica’ che, al di là della simpatia per i diretti interessati, è la perfetta espressione dell’ideologia da discount di questi signori (primo fra tutti il Di Maio). Fermo restando tutto il rispetto per il discount.

Ma in quella che ormai è una follia da ‘post’, dove tutto è risata e pagliacciata, compreso il dibattito politico, non poteva mancare l’anticipo su quella che sarà la linea dell’annunciata riorganizzazione del comparto degli apparecchi da gioco (lecito). ‘Rimettiamo i flipper, voi che ne pensate’?. Ancora una volta il primato spetta a Di Maio.

In pochi giorni insomma siamo passati dal governo che lotta contro la ludopatia al governo da ludoteca. Palloncini, scritte di ‘buon compleanno’, flipper. Mettiamoci anche un bello scivolo di quelli gonfiabili e che chissà che qualcuno decida di non uscire più da lì. Perché anche se Di Maio non lo sa, certi comportamenti producono danni inimmaginabili. mc

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