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“Serve una legge nazionale di contrasto e cura del gioco d’azzardo patologico. Dopo aver formulato, difeso e fatto approvare quella della mia Regione, l’Umbria, sto lavorando in Senato allo stesso obiettivo, intanto la pdl è ‘calendarizzata’ in Commissione”. E’ quanto dichiara il senatore di FdI Franco Zaffini spiegando appunto di voler portare la sua esperienza in qualità di consigliere regionale dell’Umbria a livello nazionale.

Il senatore Raffini figura tra i firmatari di un disegno di legge di presentato nel maggio scorso e assegnato a luglio alle commissioni riunite 6ª (Finanze e tesoro) e 12ª (Igiene e sanita’)

Peccato però che il ddl in oggetto sia già stato ‘superato’ dalla misure approvate con il decreto Dignità di iniziativa del Governo. L’articolo 5, per esempio, prevede , al fine di prevenire la pratica del gioco d’azzardo nella fascia di età inferiore a diciotto anni, l’accesso al gioco esclusivamente tramite l’uso di un’apposita tessera elettronica. L’adeguamento degli apparecchi di gioco è effettuato entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Nelle more di tale adeguamento la partecipazione a qualsiasi forma di gioco d’azzardo è subordinata alla presentazione della tessera sanitaria. La tessera infatti è già stata introdotta dal decreto Dignità.

Stessa cosa per l’articolo 6 che impone limitazioni alla pubblicità dei giochi con vincite in denaro. Ad oggi la pubblicità è vietata completamente.

Si passa quindi all’articolo 7 che disciplina le attribuzioni degli enti locali; l’articolo 8 interviene in merito all’osservatorio nazionale sulle dipendenze da gioco d’azzardo patologico, già previsto dal decreto-legge n. 158 del 2012; l’articolo 9 prevede attività di formazione specifica in favore degli operatori del settore; l’articolo 10 riguarda le sale da gioco. Nella proposta di legge si prevede che le nuove concessioni per apparecchi di gioco d’azzardo o quelle scadute per le quali è richiesto il rinnovo sono autorizzate esclusivamente all’interno di apposite sale da gioco. Quindi una classificazione per categorie delle sale da gioco, le concessioni di sito e di gestione, le misure di revoca, limitazione e sospensione, nonché le distanze minime tra sale da gioco. E ancora la definizione di misure di sicurezza e di misure necessarie per prevenire le forme patologiche del gioco d’azzardo che le sale da gioco devono adottare, le misure di divieto ed esclusione dal gioco, nonché le misure di identificazione e le limitazioni all’ingresso.

L’articolo 11 reca una disposizione per l’armonizzazione fiscale del prelievo erariale unico sulle diverse forme di gioco d’azzardo; l’articolo 12, infine, prevede la possibilità che siano realizzati ambulatori dedicati alle attività di cura e di sostegno dei soggetti affetti da GAP e dei loro familiari.

“Nell’Italia dei paradossi il ‘gioco’ è diventato ‘flagello’”, commenta Zaffini. E se la soluzione deve essere la legge in questione confidiamo nel fatto che almeno venga ‘aggiornata’ alla normativa vigente per non rischiare si faccia ulteriore confusione. Iniziative come questa, e in Parlamento se ne contano a decine, rischiano infatti di non essere di alcun aiuto, sicuramente per gli operatori, ma ancor di più per i giocatori e i cittadini in generale. Iniziative come questa, e che spesso portano la firma di esponenti della maggioranza, non sono altro che ‘incentivi’ a far sì che le misure in materia di giochi continuino ad essere contenute in provvedimenti ‘omnibus’, se non addirittura in leggi di carattere finanziario. mc

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