Stretta sul gioco d’azzardo a Villafranca (VR). Gli apparecchi da gioco dovranno necessariamente essere spenti durate alcune fasce d’orario. Lo rende noto il sindaco Roberto Dall’Oca facendo riferimento alla legge regionale 38 del 2019 approvata nell’ultimo scorcio dello scorso anno.

Gli orari cosiddetti «d’interruzione» sono spalmati su tutta la giornata: fra le 7 e le 9; fra le 13 e le 15 e dalle 18 alle 20. Una battaglia, quella di Villafranca, già iniziata lo scorso anno con la detrazione del 50 per cento delle tasse per gli esercizi commerciali che sceglievano di dismettere le slot. Detrazione, conferma l’assessore al commercio Riccardo Maraia, valida anche per il 2020.

Verranno dunque condotti dei controlli specifici da parte dei vigili in base agli ordini di servizio. Le sanzioni – si legge su larena.it – per il gestore variano da 500 a 1.500 euro per ogni dispositivo trovato acceso nel lasso di tempo in cui vige il divieto. «È nostra intenzione», evidenzia l’assessore al commercio «porre l’attenzione, grazie all’intervento della polizia locale, al puntuale rispetto della nuova normativa. Pertanto», continua, «ci preme sottolineare che saranno svolti controlli e sanzionati i gestori di locali che non rispettano le tre fasce temporali previste, disattivando le apparecchiature».

Il sindaco analizza il fenomeno: «Il gioco d’azzardo», commenta Dall’Oca, «è un fenomeno che ha conosciuto una grandissima espansione, con il conseguente aumento delle situazioni di dipendenza patologica. Per contrastare questo fenomeno abbiamo dato comunicazione a tutti gli esercizi di sala slot e in cui sono presenti macchine da gioco della limitazione oraria prevista dalla deliberazione della giunta regionale».

Secondo l’assessore alle politiche sociali Nicola Terilli, infatti, la ludopatia segna un trend in preoccupante aumento. «Anche a Villafranca», sottolinea, «si registra una crescita del numero di giocatori tra i giovani. La dipendenza da gioco», conclude Terilli, «ha conseguente nefaste non solo per le persone che ne sono vittima ma anche per le famiglie».