Il Comune di Vigevano (PV) dichiara guerra alla ludopatia e si accorda con Caritas, Ascom, Asst e Polizia locale. «Combattere e prevenire la ludopatia – ha spiegato in una conferenza stampa Andrea Ceffa, assessore con delega al piano di zona – è un progetto che portiamo avanti con la Caritas, dal 2015. Ora abbiamo acquistato un servizio di mappatura dei luoghi sensibili, che insieme alla nuova legge regionale finalizzata alla prevenzione e al contrasto di forme di dipendenza del gioco d’azzardo patologico, servirà a conoscere molto più da vicino la situazione territoriale. Alcune sale gioco, in città, hanno aperto perché l’autorizzazione era precedente alla normativa nazionale, ma quelle nuove dovranno rispettare una distanza dalle scuole e da altri centri di aggregazione giovanile calcolata secondo il percorso pedonale più breve. Il programma partirà a gennaio: faremo prevenzione e sensibilizzazione. Non vogliamo che sia visto come uno strumento repressivo o contro chi ha una certa attività, ma bisogna rispettare le regole. Non vogliamo far chiudere i locali, ma aiutare le famiglie».

Concorde – si legge su laprovinciapavese.it – anche l’associazione dei commercianti. «Il primo obiettivo è la prevenzione – aggiunge Renato Scarano, presidente Ascom – Le slot possono trasformarsi in un attimo da semplice intrattenimento occasionale a comportamento compulsivo. Ci sono delle normative che vanno rispettate, vanno responsabilizzati maggiormente i gestori dei locali, magari adottando tutti un codice etico».

«Il gioco d’azzardo è una malattia – ha aggiunto Stefano Guidi, della Caritas Diocesana – non è un vizio, può essere curata. A Vigevano, per esempio, abbiamo una decina di persone che stanno seguendo un percorso psicologico gratuito a cadenza settimanale. Poi ci sono altri che lo hanno già concluso. Di solito si avvicinano per necessità, perché la molla che fa scattare la richiesta d’aiuto è economica: hanno forti debiti ed una situazione economica compromessa. Ci sono anche un mediatore familiare e un assistente sociale».

«La Regione – dice Settimo Sordano, dipendente comunale – ha chiesto a tutti i comuni di inviare i regolamenti in merito. L’obiettivo è quello di adottare tutti lo stesso regolamento».