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Interrogazione a risposta scritta da parte dell’eurodeputata Isabella Adinolfi (Efdd) presentata alla Commissione Europea: “L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente aggiornato l’International classification of diseases (ICD), cioè l’elenco di tutte le patologie riconosciute, introducendo tra le malattie mentali la dipendenza da videogiochi.

Il “gaming disorder” si caratterizza per un modello di comportamento di gioco persistente o ricorrente (“gioco digitale” o “videogioco”), che può essere online (per esempio su Internet) o offline, manifestato da: compromissione del controllo sui giochi (ad esempio inizio, frequenza, intensità, durata, termine del gioco, contesto); crescente priorità data al gioco nella misura in cui questo ha la precedenza su altri interessi e altre attività quotidiane; continuazione o escalation nel giocare malgrado conseguenze negative già manifestate. I soggetti più a rischio sarebbero gli adolescenti maschi a partire dai 12 anni fino ai 15-16 anni.

Ciò premesso, può la Commissione far sapere se intende adottare specifiche normative vincolanti per gli Stati membri, diverse dalla direttiva sulle pratiche commerciali sleali e dalla raccomandazione della Commissione, del 14 luglio 2014, sui principi per la tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi di gioco d’azzardo on line e per la prevenzione dell’accesso dei minori ai giochi d’azzardo on line, volte alla tutela dei cittadini/consumatori e dei soggetti più a rischio, in applicazione dell’articolo 168 TFUE e nel rispetto degli articoli 24 e 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE?”

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