Pur salutando con interesse la novità delle distanze minime a Verona, l’opposizione Pd – tramite la consigliera Elisa La Paglia – giudica grave che l’assessore Zavarise abbia celato il “punto peggiore della legge” che prevede un’omologazione degli orari di apertura non a livello locale bensì regionale, togliendo la possibilità ai Comuni di deliberare su uno dei più efficaci strumenti per arginare l’espansione delle sale da gioco.

«Alcuni lo usano con grande intelligenza come a Bergamo che impone tre interruzioni giornaliere, pause forzate a tutela dell’equilibrio psico-fisico dei giocatori patologici per favorire il ricongiungimento familiare e un tempo per il riposo e i pasti. Pur riconoscendo che una certa uniformità territoriale sia vantaggiosa non è accettabile estromettere i Comuni dalla gestione di questo strumento» conclude La Paglia.