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(Jamma) – Donatella Capra, Giordano Tosi, Manuela Naso (Gruppo misto), Mariapia Massa e Pier Giorgio Comella (Sinistra e voce libera) hanno presentato una mozione con cui invitano il primo cittadino a rivedere gli orari di inibizione delle macchinette.

Il 2 luglio dell’anno scorso, seguendo le prescrizioni dettate a livello regionale, un’ordinanza ha disposto il divieto di utilizzo delle slot nei locali di Vercelli dalle 11 alle 16, in modo da disincentivare il gioco d’azzardo soprattutto nei giovani. Ma con un’ordinanza emessa neanche tre mesi dopo, c’è stato il dietrofront del sindaco, che ha accolto la richiesta delle associazioni di categoria del commercio di variare gli orari stabiliti. Quindi non più dalle 11 alle 16, ma dalle 4 alle 10: questo perché lo stop a metà giornata aveva generato significative difficoltà occupazionali, e anche un fenomeno di trasmigrazione verso comuni limitrofi con limitazioni d’orario meno severe.

Ora i cinque consiglieri di maggioranza chiedono al Consiglio di impegnare Maura Forte nel ripristinare gli orari di inibizione delle slot nella fascia 11-16, «in modo che sia prioritaria, pur in presenza di interessi confliggenti, la tutela della salute». I firmatari chiedono anche un coordinamento tra comuni, prefettura, questura, Asl e mondo della scuola per proporre percorsi di informazione e prevenzione.

Giocano a favore della proposta anche due provvedimenti: l’ordine del giorno di Forza Italia e Lega Nord, approvato all’unanimità nel novembre scorso, che dava indirizzo al sindaco e alla giunta di improntare le proprie decisioni al massimo contrasto del fenomeno del gioco d’azzardo. Inoltre il Tar Piemonte, tramite la sentenza del 31 maggio 2017 contro alcuni esercenti di Torino che avevano fatto ricorso sul tetto agli orari, ha chiarito la posizione dei Comuni in merito al gioco d’azzardo, dicendo «il fenomeno della trasmigrazione in città con meno restrizioni non può indurre i Comuni ad astenersi dall’esercitare le proprie prerogative istituzionali a tutela delle comunità». «Sono gli stessi giudici del Tar – sottolinea Massa – a chiarire definitivamente che in materia di gioco d’azzardo si deve assumere come “stella polare” la protezione del cittadino rispetto a gravi rischi sociali, sanitari e di dipendenza».

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