Il Comune di Venezia risponde , attraverso l’assessore alle Politiche Sociali Simone Venturini, alle richieste in merito ad una revisione delle disposizioni in merito ai limiti orari al funzionamento delle slot.

Conferma di non aver alcuna intenzione di tornare sui suoi passi e che, anzi, potrà decidere di stringere ulteriormente gli orari di apertura: «Avevamo una situazione disastrosa in città, e con il Regolamento del 2016 siamo riusciti se non altro a bloccare l’apertura di nuove sale slot o locali con Vlt. Ormai eravamo arrivati al punto che quasi ogni giorno apriva un nuovo punto gioco, e i dati che avevamo raccolto sulle dipendenze da gioco erano spaventosi, persone, soprattutto anziane, che si mangiavano la pensione davanti a quelle macchinette».
La Legge regionale 38 del 10 settembre scorso sulla prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico, impone in tutto il territorio il rispetto di tre fasce giornaliere di interruzione del gioco: dalle 7 alle 9, dalle 13 alle 15 e dalle 18 alle 20. Il Regolamento comunale, invece, stabilisce che le sale slot e gli altri locali dove ci sono Vlt possano tenere accese le macchine dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19:30. Una bella differenza, perché la legge regionale consente, dunque, di tenere accese le slot dalle 20 in poi, tutta la notte e notoriamente è il periodo più delicato, mentre il Comune impone che dalle 19:30 fino alle nove di mattina debbano essere tutte spente.
«E siccome la leggere regionale stabilisce che i comuni possono aggiungere alle fasce di interruzione anche ulteriori orari di chiusura non è detto che non decidiamo di allargare i periodi di chiusura anche durante il giorno – commenta l’assessore Venturini -. I nostri tecnici stanno facendo una valutazione della normativa per capire come coordinarla al meglio col nostro Regolamento. Politicamente invece continueremo sulla nostra strada, indicata dal sindaco Brugnaro e dalla Giunta, della lotta alla ludopatia e dell’aiuto alle persone più in difficoltà».
Nessuna marcia indietro, dunque, dal Comune di Venezia, che tra l’altro ha visto il suo Regolamento preso ad esempio dalla Prefettura e adottato da altri Comuni del territorio.