Sale gioco, bingo e casinò. «La situazione è drammatica». I sindacati del comparto (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Uil, che coinvolge 150.000 addetti, oltre alle migliaia dell’indotto commerciale, annunciano un presidio davanti la prefettura a Venezia il 12 maggio alle 10 contro il fermo del settore che va avanti da ottobre del 2020. «C’è preoccupazione sia per la tenuta delle aziende che per la continuità occupazionale. Il gioco legale va riaperto in sicurezza», scrivono.

Come si legge su veneziatoday.it «le norme emanate dal governo Conte, e ora dall’esecutivodi Mario Draghi, sembrano più di tipo etico-morale che sanitario – scrivono le organizzazioni sindacali provinciali -. I protocolli sanitari per la sicurezza dei lavoratori e dei fruitori del gioco legale, che le parti sindacali a livello nazionale e locale hanno sottoscritto con le controparti, ci sono», per questo i sindacati chiedono alla politica e alle istituzioni di riaprire. «Con i luoghi del gioco legale chiusi si sta sviluppando un sistema occulto di gioco – affermano – che risulta difficilmente rintracciabile. Sul nostro territorio desta enorme preoccupazione la situazione della casa da gioco veneziana, chiusa da ottobre e che occupa circa 600 lavoratori, cui si aggiunge l’indotto per un totale di circa 1000 addetti. Le conseguenze economiche e sociali, in assenza di autorizzazione alla riapertura, rischiano di essere devastanti».

Le politiche di sostegno al casinò di Venezia, durante la fase pandemica, per le organizzazioni che a livello regionale comprendono anche Slc Cgil, Uilcom, Ugl, Snalc e Rlc, sono risultate «insufficienti se non ininfluenti». «Le condizioni dettate da un rigido protocollo di sicurezza per il contenimento del Covid-19, e scrupolosamente adottate prima della sospensione, sono efficaci – per i sindacati – per allontanare qualsiasi rischio di contagio all’interno delle sale e tali da permettere la ripartenza». La protesta il 12 maggio in campo San Maurizio.