Approvato in Veneto con 31 voti favorevoli, 5 contrari e 7 astenuti il disegno di legge relativo a: “Norme sulla prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico”. (Progetto di legge regionale n. 395, Progetto di legge regionale n. 68, Progetto di legge regionale n. 85 e Progetto di legge regionale n. 297).

Di seguito tutti gli interventi: “Quello dell’azzardo è un problema di varia natura. Ci vuole un sostegno per le amministrazioni locali che si adoprano per la prevenzione, per non fare sentire i giocatori soli di fronte alle lobby dell’azzardo e un sostegno anche per la valorizzazione del volontariato”.

Lo ha detto la consigliera Cristina Guarda (CpV) intervenendo nell’ambito del dibattito sul disegno di legge.

“Proprio ieri mi sono cadute le braccia leggendo i due emendamenti che sono stati presentati dalla giunta. Uno in paticolar modo è stato proprio un colpo allo stomaco, annulla l’intento di tutta l’intera legge, nell’articolo 7 che riguarda la collocazione dei punti di gioco la proposta della giunta è quella di escludere tutti i punti di gioco esistenti dal divieto di collocazione e quindi dalle distanze dai luoghi sensibili. Questa è un’evidente mortificazione degli obiettivi che sono all’interno di questo progetto di legge e che potevano portare ad un’approvazione condivisa da parte di tutto il consiglio regionale. Il problema non sono esclusivamente i nuovi punti di gioco. Questa scelta lancia un messaggio politico molto pericoloso dal mio punto di vista, potete fare tutte le azioni di prevenzione che volete, ma se voterete questa deroga state compromettendo il principio per cui la politica deve proteggere il cittadino. La libertà d’impresa, lo dice la Costituzione, non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale e in modo da recar danno alla sicurezza, alla dignità e alla libertà umana. Non è tollerabile che lo sforzo fatto dalla V Commissione venga umiliato a poche ore dalla votazione della legge per piegarsi a quello che è un evidente volere delle lobby dell’azzardo”.

E’ quindi intervenuto il consigliere Pigozzo (Pd): “Il gioco d’azzardo si inserisce in un contesto socio economico, quello del Veneto, che negli ultimi 10 anni ha visto alcuni parametri aumentare in maniera preoccupante rispetto al livello nazionale. Va considerato anche l’incremento parallelo che c’è stato nel campo dell’usura e del riciclaggio. Il tema del contrasto al Gap va visto a 360 gradi, perchè tra le fonti di finanziamento delle attività illecite c’è anche il provento economico derivante dall’utilizzo illecito del gioco d’azzardo”.

Baldin (M5S): “Questo progetto di legge non ci vede favorevoli, non fa nessun passo in avanti nella lotta alle dipendenze da gioco d’azzardo. E’ un problema serio, che va affrontato con coraggio e tenendo presenti tutti gli effetti negativi che il gioco d’azzardo comporta nelle persone. Questo progetto di legge in più punti fa il favore delle lobby, l’articolo 7 comma 6 fa salve le sale da gioco esistenti, quindi è un condono che si fa alle attuali sale da gioco. In più si toglie addirittura la previsione delle distanze dai luoghi sensibili. Un’aberrazione che non può esistere dal nostro punto di vista. All’articolo 8 invece un altro passo indietro, si limita l’esercizio del gioco fino ad un massimo di sole 6 ore, questo non può essere accettabile. Uno schiaffo in faccia ai Comuni virtuosi che hanno fatto regolamenti ampliando l’orario di chiusura di questi esercizi. Ho fatto un emendamento affinchè i Comuni possano prevedere orari più ampi di chiusura per gli esercizi che praticano gioco d’azzardo”.

Ruzzante (Misto): “Qui siamo ad un cambio repentino da parte della maggioranza, non so cosa sia successo questa estate. La legge è cambiata completamente da come è uscita in Commissione a come ci viene presentata oggi. Eravano pronti a votarla anche se non condividevamo tutto. Cosa è successo durante i giorni intercorsi tra la fine del lavoro di Commissione e oggi? Perchè si è deciso di ascoltare la voce dei produttori delle macchinette infernali e non la voce delle associazioni dei consumatori o di quelle contro queste macchinette? Il reale effetto dal punto di vista economico del mercato delle macchinette è ridicolo rispetto agli effetti che queste macchinette provocano nella popolazione veneta. Credevo fossimo tutti dalla stessa parte. Con che coraggio l’assessore Lanzarin ha firmato un emendamento che riduce l’impatto di questa legge quando poi dovrà con l’altra mano tirare fuori risorse per andare a curare le persone che saranno colpite dalla patologia anche grazie all’emendamento che lei stessa ha firmato. Nel momento in cui si escludono le distanze dai luoghi sensibili si rende inutile questa legge. Dobbiamo scegliere da che parte stare, io sto dalla parte della legge del Piemonte. Ci deve essere un periodo temporale per permettere agli esercizi commerciali di adeguarsi alla legge, ma le distanze devono esserci. Non si può cancellare l’obbligo per i locali già esistenti di adeguarsi ai contenuti di questa legge, a questo punto a cosa serve fare questa legge? Hanno vinto le lobby delle macchinette, è la legge che volevano loro. Vorrei che in futuro in questa regione si giocasse un 10% in meno. Tornate al testo originario, altrimenti il nostro voto sarà sicuramente fortemente negativo”.

Bartelle (GM): “Già la legge che si era ottenuta in V Commissione a me non sembrava il massimo che si poteva fare come Regione Veneto. Le mie perplessità riguardavano diversi punti, il comma 7 che è il cuore di questa legge viene già smontato dal comma 6, per questo per me non era il massimo già il precedente testo, per questo mi sono astenuta al tempo. Oggi stiamo andando ancora più indietro sul lavoro fatto per mesi. Doveva essere una bella legge, ma alla fine non si va ad incidere su nulla e si lascia tutto tale e quale. Questo rimarrà l’ennesimo bel progetto, non sarà un bel gesto, l’ennesima incompiuta”.

Azzalin (Pd): “Sono stupito di questo comportamento. La legge aveva una sua scheda tecnica e una sua validità giuridica, segue il suo iter, arriviamo a discuterla in aula e si scopre che la giunta ha delle opinioni diverse. Vogliamo fare una legge per stringere i cordoni, aumentare la prevenzoine o vogliamo fare una legge per allentare i cordoni e diminuire i filtri verso gli aspetti preventivi? Dobbiamo mettere dei paletti molto forti su queste attività, la scelta è politica, il tema non è tra la libertà d’impresa e la prevenzione, se non mettiamo paletti molto forti è evidente che facciamo una prevenzione sui generis, ci salviamo l’anima con una legge, ma vien da chiedersi perchè la giunta fa questi emendamenti. A fronte di questi emendamenti è garantita maggior prevenzione, maggior tutela, la pubblica amministrazione è più attenta su queste vicende oppure no? Che senso hanno queste leggi che poi vengono completamente snaturate? Non veniteci a parlare di libertà d’impresa”.

Negro (VCA): “Si parla di condono, quando uno ha una licenza e può avere diritto di esercitare questa attività non accetto il termine condono. Hanno anche un diritto acquisito per la legge italiana, anche se non si è d’accordo con il fatto che lo abbiano. Se vogliamo fare la distinzione tra le nuove e le esistenti attività, allora facciamo anche una distizione tra i nuovi apparecchi che andiamo ad installare e gli esistenti e facciamo una legge che porti a questo. Nell’articolo 8 dove si dice fino a 6 ore togliamo ‘fino a’ e scriviamo direttamente 6 ore, poi se i comuni vogliono fare una norma più restrittiva hanno la possibilità di farlo”.

L’assessore Lanzarin: “Con grande stupore ho sentito tutta una serie di illazioni e accuse, avremmo cambiato opinione o strategia rispetto al grande dramma del gioco d’azzardo e della ludopatia. Io oltre a respingere tutte queste accuse vorrei far presente che questa è una legge partita dalla giunta, una legge molto restrittiva, che aumenta al massimo l’Irap, che introduce distanze. Si basa su tutti gli strumenti che noi possiamo lecitamente mettere in campo come deterrenti. Su questo penso che l’impalcatura della legge sia la testimonianza di come sia stata costruita in base anche alle altre regioni. E’ una legge di riordino che fa chiarezza e mette dei paletti. La questione ora è questa legge è retroattiva rispetto a quello che già c’è oppure si basa sulla programmazione nuova? Mi sembra chiaro che si faccia riferimento al nuovo, la deterrenza è data da tutta una serie di altri elementi, come l’addizionale Irap”.