“Oggi ci accingiamo a votare e promuovere questa norma sulla prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo patologico. In questi anni la situazione purtroppo è peggiorata. I dati del Veneto ci dicono che c’è un tasso di problematicità peggiore rispetto alle altre regioni del nord Italia. Si stima la presenza di circa 32.500 giocatori ad alto tasso di problematicità”. Lo ha detto in aula il consigliere regionale Riccardo Barbisan (Lega) nel presentare il disegno di legge relativo a: “Norme sulla prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo patologico”. (Progetto di legge regionale n. 395, Progetto di legge regionale n. 68, Progetto di legge regionale n. 85 e Progetto di legge regionale n. 297).

“E’ necessario che il sistema sanitario regionale ponga i dipartimenti specifici nelle condizioni di compiere alcuni interventi prioritari, come garantire un’adeguata formazione del personale, supportare lo sviluppo nei dipartimenti di equipe multiprofessionali in grado di erogare prestazioni basate su prove di efficacia, promuovere lo sviluppo e l’adozione di linee guida, individuare specifici percorsi residenziali e semiresidenziali intensivi, sostenere lo sviluppo di reti locali di auto aiuto, adottare soluzioni normative ed economiche atte a favorire la formazione” ha aggiunto Barbisan: “Questa è una legge di prevenzione, l’intento principale è quello di evitare che nuove persone possano incorrere in questo rischio ed entrino nella rete del Gap. Allo stesso tempo svolge anche una funzione curativa per il giocatore già affetto da problemi conclamati. L’iniziativa economica che noi andiamo oggi a restringere in nome della salute è lecita, noi vogliamo con questa legge trovare il giusto punto di equilibrio”.

E’ quindi intervenuto il correlatore Claudio Sinigaglia (Pd): “Secondo me c’è contraddizione tra l’articolo 6 l’articolo 7. Un’altra contraddizione è legata alle sanzioni. Abbiamo presentato quindi una serie di emendamenti. A nessuno sfugge che c’è questa realtà ma ne esiste anche un’altra legata ad internet. Abbiamo chiesto con un emendamento che i Comuni che hanno il wireless mettano un filtro per evitare che si possa giocare tramite la connessione pubblica. Andava attivato il numero verde a livello regionale, sono passati 4 anni e c’è un unico numero verde legato all’Ulss di Padova, va introdotto invece un contatto a livello regionale. Dobbiamo vincere questa sfida delle dipendenze. Abbiamo gli strumenti, abbiamo i Sert, l’Ulss, gli istituti scolastici con professori preparati, le società sportive che potremmo preparare, abbiamo tante realtà con le quali fare comunità. La legge va bene se serve ad attivare, formare e permettere di vincere questa sfida fondamentale”.