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Con la nuova legge regionale 38, approvata lo scorso 10 settembre, il gioco d’azzardo è stato finalmente riconosciuto quale ‘disturbo patologico’. Pertanto la Regione Veneto attribuisce ai Comuni nuove competenze per contrastare il diffondersi della dipendenza.

Tra questi, il riordino della dislocazione delle slot machine sul territorio, riducendone la distanza dai luoghi sensibili. Si passa, infatti, dagli attuali 500 metri in linea d’aria ai nuovi 400 metri pedonali. E oltre a scuole, ospedali, impianti sportivi, luoghi di culto che erano già sotto la ‘tutela’ della normativa, ora la ‘distanza di sicurezza’ comprende anche istituti di credito e sportelli bancomat, così come esercizi di compravendita di oggetti preziosi e oro. Altre novità introdotte dalla legge sono il divieto di oscurare le vetrine dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco e l’applicazione di restrizioni alla navigazione attraverso la rete wireless pubblica sui siti web per il gioco d’azzardo online. Allo stesso tempo potranno essere studiate delle forme premianti per le attività che non installeranno o toglieranno del tutto i dispositivi di gioco. Infine al comune sarà data la possibilità di prevedere delle sanzioni accessorie per sospendere l’attività tramite apposizione di sigilli agli apparecchi per gioco d’azzardo nel caso di inosservanza della sanzione principale.

Sul territorio comunale di Verona, a fine 2018, risultavano operative 16 sale videolottery, per un totale di 286 apparecchi. Le slot erano installate anche in 48 tabaccherie, 194 bar, 22 sale gioco, 5 agenzie scommesse, 3 sale bingo, 3 circoli privati, 4 punti corner e 11 negozi gioco, per un totale di 1.306 dispositivi e un volume d’affari di circa 300 milioni di euro.