“Nessuna fase due per gli imprenditori del gioco legale. Le menti di 450 esperti non sono riuscite ad elaborare linee guida adeguate per la regolamentazione di centri scommesse, sale giochi e bingo nel post emergenza sanitaria. Un comparto non marginale dell’economia italiana, capace di fatturare diversi miliardi di euro ogni anno, garantendo allo Stato un significativo gettito erariale. Gli operatori del settore sono stati danneggiati parecchio dalla pandemia, non avendo nemmeno avuto accesso ai prestiti garantiti dal Decreto Liquidità.

Advertisement

Ma c’è di più: come se non bastasse, il Governo ha in mente di introdurre nuove tasse in questo settore (vedi quella dello 0,5% sul betting), che potrebbero gravare ancora di più sugli imprenditori. Occorrerebbero interventi certi e tempestivi, capaci di fermare la crisi del mondo del gioco ed evitare il dilagare dell’illegalità. Iniziative che l’Esecutivo non sta ritenendo importanti per la ripartenza dell’Italia.

Bloccare per troppo tempo il gioco legale significa infatti spingere i cittadini verso quello illegale, spesso gestito dalla criminalità organizzata. Non possiamo permettere che persone in cerca di fortuna si affidino a realtà clandestine o a siti poco sicuri, in cui non è garantito il rispetto per privacy e nessun filtro per i minori. Va infine segnalato che la crisi economica che stiamo attraversando potrebbe invogliare sempre di più i cittadini verso il gioco d’azzardo, nell’illusione di vincite facili, pensando che possano risolvere tutti i problemi. Pertanto, la politica ha il dovere di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tematica del gioco d’azzardo patologico, sul pericolo della ludopatia, anche in queste settimane. Non secondario, infine, è il tema dell’impresa nel settore del gioco legale che, in fase di emergenza, al pari di ogni altra impresa, va garantita”.

Sono le riflessioni di Carolina Varchi, deputato di FdI.