A pochi giorni dall’entrata in vigore, la legge sulla ludopatia torna in Consiglio regionale. Da una parte l’Associazione regionale dei tabaccai solleva dei dubbi interpretativi sulla normativa, in vigore dal prossimo 1° giugno, che per come formulata sembrerebbe doversi applicare a tutti i giochi in concessione, lotto compreso.

Della questione si è discusso lunedì in un incontro convocato dall’Assessore regionale alla Sanità, Mauro Baccega, al quale hanno preso parte gli uffici legali della regione, la Questura e il presidente della V Commissione Luca Bianchi. “Ci sono state evidenziate alcune criticità, dal punto di vista interpretativo – ha spiegato in Consiglio regionale ieri mattina l’Assessore Baccega – Abbiamo preferito chiarire e approfondire”. L’ipotesi in campo è di andare a modificare la legge, senza però intaccarne i principi.

L’altro fronte aperto – si legge su AostaSera.it – è quello dei gestori di sale slot che tramite Confcommercio hanno chiesto nei giorni scorsi di essere auditi in Commissione, ma anche di sospendere il provvedimento, in attesa che a livello nazionale vengano emanate direttive precise ed esaustive sulla lotta alla ludopatia.

Nella missiva gli esercenti ricordano come l’aver anticipato al 1° giugno 2019 i termini per l’applicazione di alcune misure previste dalla legge regionale del 2015, dal punto di vista della legittimità costituzionale, non rispetta la tutela del diritto di iniziativa economica sia i principi europei di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi.

Ad oggi, spiegano ancora nella lettera, le sale slot di Aosta hanno già licenziato 15 lavoratori mentre con la scadenza del primo giugno saranno costrette a licenziarne altre 20.

Le aziende, nel chiedere di sospendere l’applicazione del disegno di legge per “salvaguardare l’occupazione e permettere una riconversione delle sale slot dedicate in tempi adeguati o una ricollocazione in zone consentite”, annunciano la volontà di attuare, nel periodo concesso, delle misure di controllo simili a quelle delle case da gioco (registrazione accessi, tessere sanitarie o altro).

“Neanche ad un malato terminale si danno così poche speranze. Da quando hanno approvato la legge che anticipa i termini dal 2023 al 2019 sono passati cinque mesi, un tempo in cui non si riescono neppure a disdire le utenze” spiega Flavio Giordano, gestore dello Snooker di Aosta “Il rischio qui per tutti è il fallimento, di portare i libri in tribunale”.

I gestori contestano la sproporzione dei provvedimenti “rispetto alla gravità del fenomeno”. “Così si avvantaggia il sommerso e il gioco online. Al ludopatico basterà una carta di credito e una connessione, senza contare che in Valle d’Aosta abbiamo un Casinò. Siamo tutti d’accordo sul fatto che la salute va salvaguardata, ma nessuno pensa a quella psicofisica di chi come noi lavora onestamente”.