Il mondo valdostano dell’ippica vuole ripartire con le attività e le lezioni ora che la Fase 2 dell’emergenza epidemiologica è iniziata. La richiesta indirizzata alla Regione arriva dai dieci circoli ippici locali iscritti alla Federazione italiana degli sport equestri che, come molte altre realtà, stanno patendo lo stop imposto dal Covid-19.

“Le nostre attività (allenamenti o lezioni e passeggiate) prevedono per loro natura il distanziamento sociale: in passeggiata siamo distanti 6-7 metri, in campo idem, i ragazzi poi gestiscono autonomamente il cavallo e la preparazione, quindi non ci sarebbero rischi – spiegano i circoli – e il nostro territorio ci permetterebbe di operare senza problemi rispetto alle misure di distanza e contenimento del Coronavirus. Adottare nei nostri centri misure per igienizzazione dopo ogni lezione non è difficile, potremmo operare senza rischi. Noi siamo pronti”. Pronto a riaprire è anche il centro di riabilitazione dell’Avres a Nus dedicato agli utenti con disabilità.

Il mondo dell’ippica è fermo da due mesi, fatta eccezione per i tesserati agonistici, tuttavia le strutture sono rimaste aperte per gestire i cavalli con tutte le spese del caso. “Il contributo di 500 euro dato dalla delegazione valdostana Fise ai circoli locali è stato ben accetto e ha aiutato ad affrontare alcune spese – dicono -, ma da tutti arriva la richiesta di poter ripartire, non solo con le attività di allenamento agonistico, ma soprattutto con le attività di scuola, rivolte ad amatori”.

Le preoccupazioni – si legge su aostaoggi.it – riguardano poi le attività estive che coinvolgono anche turisti. “Non sappiamo come comportarci, immaginare l’estate vuol dire immaginare investimenti come ogni anno per l’avvio, ma con quali prospettive?”, chiedono.