La Regione Valle d’Aosta rivela una sensibilità decisamente diversa rispetto a quelli che sono i rischi legati all’uso di alcool da parte dei minori, piuttosto che a quelli del gioco d’azzardo. Negli stessi giorni in cui si sta esaminando la proposta di legge regionale in materia di punti di gioco legale, con la possibile anticipazione della introduzione del distanziometro dai luoghi sensibili, la Regione si esprime anche nel merito delle misure che la stessa adotta rispetto alla vendita di alcool ai minori da parte dei pubblici esercizi.

Se il gioco legale, insomma, rappresenta un rischio così pericoloso per i valdostani, e in particolare per i minorenni, viene da chiedersi perchè non lo sia anche l’uso di alcolici. Non la pensano così gli amministratori della Regione che ad una interrogazione sul divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche a minorenni rispondono, candidamente, che ‘non sono scaturite ordinanze (comunli sul divieto di somministrazione ai minori ndr) , eccezion fatta per alcune emesse in occasione di eventi particolarmente significativi, ad esempio la Fiera di Sant’Orso. Le Associazioni di categoria hanno invece fatto campagne informative e di comunicazione presso i rispettivi associati”. 

Tradotto vuol dire che nessun sindaco della Valle d’Aosta, anche se legittimato da una legge nazionale, ha mai pensato di attivarsi in questo senso.

Prosegue invece “il progetto di prevenzione secondaria, ovvero di screening, avviato nel 2014 dal SERD dell’Azienda USL in collaborazione con le Istituzioni scolastiche, che coinvolge le scuole secondarie di primo e secondo livello, rivolgendosi a insegnanti, educatori e famiglie con il proseguimento dello sportello di ascolto permanente e la costituzione di gruppi di supervisione clinica. Inoltre sono numerosi gli interventi sulle dipendenze, anche se non sono specifici sull’alcol. L’argomento viene sempre trattato (come anche le sostanze, le dipendenze digitali, il tabacco e il gioco d’azzardo)”.

Beh, che dire, un sollievo sapere che la USL svolge un servizio di prevenzione. Ma se questo non basta per il gioco d’azzardo, perchè è ritenuto più che sufficiente per il gioco d’azzardo?

I misteri della politica!

Tanta tranquillità tra gli amministratori della Regione, gli stessi che si manifestano allarmati e preoccupati per la diffusione del gioco legale,è forse motivata dall’enorme (?) mole di controlli effettuati. Nel corso del 2018, l’Assessore alla sanità ha riferito: «I Carabinieri – Gruppo Aosta ci hanno comunicato di aver effettuato circa 50 controlli (nessuna sanzione elevata); il Corpo forestale della Valle d’Aosta ha dato riscontro negativo in quanto non rientra tra i compiti ordinari; la Polizia locale del Comune di Aosta non ha elevato sanzioni; la Guardia di finanza ha effettuato una serie di interventi, da incrementare nel 2019; la Polizia di Stato ha effettuato 14 controlli

Pochissimi locali invece espongono il cartello di divieto di somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni, per quanto questo non sia un obbligo.

L’Assessore regionale Baccega ha ancge fatto sapre che : «La nostra azione politica consiste nell’attenzionare questo problema preoccupante, individuando tutti i possibili strumenti di contrasto e di attenuazione del fenomeno. Un plauso, infine, alle Forze dell’ordine e ai servizi di soccorso

Se questi sono ‘tutti’ gli strumenti di contrasto, quello che si sta pensando nei confronti dei punti di gioco legale è una vera persecuzione. mc

 

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