Nella seduta del 7 marzo 2019, il Consiglio regionale, con votazione a scrutinio segreto (23 voti a favore, 10 astensioni e uno contrario), ha approvato l’atto amministrativo che contiene l’autorizzazione alla piena disponibilità di immobili a favore della Casinò de la Vallée Spa.

Il provvedimento, iscritto in Aula in via d’urgenza e illustrato dall’Assessore alle finanze Renzo Testolin, autorizza, in considerazione della procedura concordataria, la Casinò de la Vallée Spa a disporre di una serie di beni immobili non strategici, individuati dall’Amministratore unico: porzione Casa del Sole in via Marconi (comprendente una cantina, un ristorante e un ufficio al piano terreno, un alloggio al piano primo, due alloggi al piano secondo, un ufficio ai piani secondo e terzo, un alloggio al piano quarto); Hotel Du Parc in via Oberdan Guglielmo (un fabbricato di 6 piani fuori terra oltre ad un deposito e due autorimesse al piano terra); Cucciolo 1 in viale Piemonte (un fabbricato di un piano sotterraneo e tre fuori terra); Cucciolo 2 in viale Piemonte (un fabbricato di un piano sotterraneo e tre fuori terra); Villa Marega in viale Piemonte (un fabbricato di un piano sotterraneo e due piani fuori terra); ex Hotel Bon Souvenir in viale Piemonte (un fabbricato di un piano sotterraneo e tre piani fuori terra); ex Centralina in frazione Renard (un fabbricato di un piano fuori terra); ex Scuderia in frazione Renard (un fabbricato di due piani fuori terra); Magazzino Le Renard1 in frazione Renard (un fabbricato di un piano fuori terra); Magazzino Le Renard2 in frazione Renard (un fabbricato di due piani fuori terra); Magazzino Le Renard Cabina Aspirazione in frazione Renard (un piano fuori terra); tennis in via Oberdan Guglielmo al piano seminterrato e terreno; terreni vari per una superficie di complessivi mq. 34.854.

Il Capogruppo del M5S, Luciano Mossa, ha osservato: «L’Amministratore unico, nel ruolo di ristrutturatore, sta facendo solo il suo dovere nel voler alienare beni immobili non strategici: si tratta peraltro di strutture in stato di degrado. L’alienazione comporta due vantaggi: un risparmio di 30 mila euro all’anno per l’azienda e il potenziale introito di circa 3,2 milioni di euro dalla vendita degli stessi. Quello che lascia basiti è la stima dell’ultima perizia: un sesto del valore di una perizia effettuata nel 2017. La Casinò è partecipata al 100% pubblica e i beni appartengono ai cittadini valdostani: finanziare una società con una situazione pluriennale di passività può provocare molti problemi. Noi siamo per la linea “basta soldi pubblici alla Casa da gioco”, pertanto ci asterremo dal votare questa delibera.»

Il Presidente della seconda Commissione, Pierluigi Marquis (SA), ha ripercorso il lavoro svolto «con senso di responsabilità e grande disponibilità da parte di tutti i componenti la seconda e quarta Commissione, che, oltre a varie audizioni, hanno effettuato anche un sopralluogo. Il mio auspicio è che questa resti un’opzione residuale, subalterna a tutte le iniziative utili per l’attuazione del piano di ristrutturazione dell’azienda, tenuto conto del fatto che le condizioni di vendita degli immobili nell’ambito della procedura concordataria sono ben diverse da quelle del mercato ordinario.»

Per il Capogruppo di Mouv’, Stefano Ferrero, «non è cambiato niente, le tasche dell’Amministrazione sono sempre le stesse, il risultato è sempre sborsare per il buco nero della Casa da gioco, anche se, questa volta, anziché contanti stiamo usando degli immobili. Nulla di nuovo sul fronte occidentale: sostanzialmente si continua a buttare soldi. Sono contrario a quest’atto e annuncio che mi assenterò al momento della votazione di una delibera che, per quanto mi riguarda, sarà adottata in violazione di un principio costituzionale.»

A inizio dibattito, il Consigliere Ferrero aveva sollevato una questione pregiudiziale in relazione ad un palesato conflitto di interessi, ai sensi dell’art. 78 del d.lgs 267/2000, in capo ai Consiglieri regionali, che siano dipendenti del Casinò Spa o di loro eventuali parenti o affini, nella votazione dell’atto.

È stata quindi chiesta una sospensione dei lavori, durante la quale i responsabili degli uffici competenti del Consiglio e della Regione hanno redatto un parere, che il Presidente del Consiglio Valle, Emily Rini, ha letto all’Aula al rientro.

«Si rileva che l’articolo in questione si applica esclusivamente agli amministratori degli enti locali e non ai consiglieri regionali. In ogni caso, il divieto in questione rileverebbe solo qualora dalla votazione dell’atto derivasse un vantaggio diretto e personale in capo ai consiglieri regionali o a loro congiunti. L’atto in questione consiste in un’autorizzazione, che tecnicamente è la rimozione di un limite, da parte del Consiglio regionale, ad una facoltà già propria in capo alla Casinò spa, proprietaria degli immobili. L’autorizzazione è rilasciata per il soddisfacimento di un interesse pubblico consistente, nella fattispecie, nell’inclusione delle operazioni di cui si tratta nel piano concordatario, mentre, per contro, non sussiste un interesse né dell’amministrazione regionale né di Casinò spa al mantenimento dei beni. Nulla osta pertanto all’approvazione dell’atto da parte del Consiglio regionale.»

L’Assemblea ha inoltre provveduto a nominare il Consigliere Giovanni Barocco (UV) in seno alle Commissione seconda, terza e quarta.

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