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(Jamma) – “Aderisco alla proposta di legge anche se rimane un problema di fondo: ogni anno in Italia si spendono per il gioco 95 miliardi, una cifra pari al totale di tre manovre finanziarie messe insieme: di questi 95 miliardi circa 20 vengono introitati dallo stato, quattro volte l’Imu sulla prima casa. Lo Stato introita tale cifra da una cosa che si sforza di combattere”.

E’ quanto dichiarato da Claudio Ricci (Rp) durante l’assemblea che ha portato all’approvazione della proposta di modifica della legge regionale umbra “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”, di iniziativa della consigliera Carla Casciari (Pd).

“E’ in itinere una legge, ovviamente non prioritaria in questo momento, che vuole togliere le slot machine da bar e tabaccherie nei prossimi tre anni, ma introduce limiti di distanza da luoghi sensibili a 150 metri. Credo che i 500 metri della nostra proposta di legge vadano bene e penso che gli spazi destinati a sale gioco debbano essere accessibili dall’esterno, senza interferire con altri luoghi: ad esempio si entra in uno luogo pubblico e si vede lo spazio gioco, ma l’accesso dovrebbe essere autonomo, non comune. I Comuni dovrebbero regolarsi come con i Piani di sensibilità adottati per posizionare la telefonia mobile, aggregando i fornitori non in numero illimitato, pianificando non casualmente, in maniera urbanistica, strategica le distanze minime. Meno incisivo l’aspetto delle limitazioni orarie, visto che anche chiudendo una sala giochi internet resta aperto tutto il tempo e chi gioca a livello patologico può comunque farlo sempre. Credo che l’aspetto principale da curare sia quello educativo e della formazione, soprattutto nelle scuole” ha concluso Ricci.

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