L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha istituito, con votazione unanime, la Commissione d’inchiesta su “Analisi e studi su criminalità organizzata e infiltrazioni mafiose, corruzione e riciclaggio, narcotraffico e spaccio di stupefacenti”, organo voluto da tutte le forze politiche presenti in Aula e istituito con richiesta di tutti i capigruppo.

La Commissione riferisce semestralmente in Aula e termina il lavoro entro 30 mesi dalla seduta di insediamento della stessa, salvo possibilità di proroga ai sensi dell’articolo 37 del Regolamento interno, per un periodo non superiore a quello precedentemente assegnato e comunque non più dell’undicesima Legislatura.

“L’atto di oggi assume un valore particolare dopo la visita della Commissione nazionale antimafia e perché le varie inchieste in corso toccano per la prima volta il tema delle amministrazioni pubbliche e della politica, si parla di un tentativo di condizionare la politica da parte delle organizzazioni criminali che da anni sono presenti nei nostri territori e che per la prima volta si spingono oltre, volendo condizionare le amministrazioni pubbliche. Non è vero che in Umbria ci sono gli anticorpi per combattere la criminalità, tali realtà sono ben conosciute ma ad altre latitudini. Vediamo il ripetersi di inchieste con strategie similari, utilizzare i territori come ‘covo freddo’ in cui investire, riciclare e, una volta radicati, importare le tecniche mafiose. Contro questo non abbiamo gli anticorpi, sia noi politici che le forze economiche sociali. Dobbiamo fare un vaccino serio. C’è già stata una grande inchiesta, la ‘Quarto passo’, con estorsione, riciclaggio, acquisizione di società e aziende che poi venivano utilizzate in edilizia, con estorsione e strozzinaggio. E’ emerso anche riciclaggio tramite slot machine e videolottery. Serve una forte reazione della politica e delle istituzioni, lavorando con forze dell’ordine, magistratura, forze economiche e sociali. Saremo efficaci se riusciremo a portare la nostra azione fuori dal palazzo. Non abbassiamo la guardia, il non parlarne agevola la criminalità” ha detto Tommaso Bori (Pd).