Il Comitato per il controllo e la valutazione, presieduto da Thomas De Luca, si è riunito ieri a Palazzo Cesaroni per analizzare la “Relazione sullo stato di attuazione e sui risultati conseguiti dall’attività di assistenza odontoiatrica, protesica ed ortesica (anni 2017-18)” e per procedere alla verifica dello stato di attuazione delle “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico” (legge regionale ‘n.21/2014’).

Dallo studio effettuato dagli Uffici dell’Assemblea legislativa emerge una stima secondo cui in Umbria il 5,6 percento dei giocatori presenta un profilo “problematico”. Circa 10mila umbri potrebbero presentare profili di gioco problematico (di questi circa 900 sarebbero giovani di età compresa tra 15 e 19 anni) ed avere dunque bisogno di interventi di trattamento della patologia. La legge regionale n.’21/2014’ mira al contrasto e alla prevenzione del gioco d’azzardo patologico; al trattamento terapeutico e al recupero sociale delle persone affette da ludopatia; al contenimento dell’impatto negativo delle attività connesse al gioco sulla sicurezza urbana.

La Giunta regionale è tenuta ad inviare all’Assemblea una relazione sull’attuazione della legge entro il 30 settembre di ogni anno. La Regione Umbria ha ricevuto, per il 2017, 674mila euro dal Fondo nazionale per il contrasto al gioco d’azzardo. Le risorse sono state destinate alle due aziende Usl e alle Zone sociali e così ripartite: Usl 1 – 107mila euro; Usl 2 – 82mila euro; Comune di Città di Castello 42mila euro; Comune di Perugia 106mila euro; Comune di Assisi 34mila euro; Comuni di Marsciano 31mila 600 euro; Comune di Panicale 31mila 500 euro; Comune di Norcia 6mila 500 euro; Comune di Gubbio 30mila euro, Comune di Foligno 54,mila euro, Comune di Spoleto 26mila euro, Comune di Terni 72mila euro, Comune di Narni 29mila euro, Comune di Orvieto 22mila 500 euro.

Nel 2018 la Giunta ha approvato le disposizioni che riducono l’Irap dello 0,92 percento agli esercizi commerciali che disinstallano gli apparecchi per il gioco lecito, incrementando invece l’Irap per chi decide di mantenerle. Sono state poi adottate le linee di indirizzo regionali sui materiali pubblicitari da esporre negli esercizi in cui sono presenti dei giochi e il disciplinare per la concessione del marchio regionale “Umbria No Slot”, che i Comuni devono rilasciare a coloro che non installano o rimuovono le macchine per il gioco lecito. Sono stati stanziati 42mila euro per potenziare il numero verde gestito dalla Usl n.2. è stato sottoscritto un accordo con il Cnr (Istituto di fisiologia clinica) per una attività di monitoraggio epidemiologico sul disturbo del gioco d’azzardo. Nel maggio 2019 la Giunta regionale ha approvato il Piano 2019 – 2021 per il contrasto del gioco d’azzardo: esso punta sul potenziamento dei Dipartimento per la prevenzione, creando delle aree dedicate ai soggetti ludopatici. Verranno creati 4 dipartimenti (Perugia, Foligno, Terni e Città di Castello) dei centri di primo livello per la presa in carico dei pazienti. Il nuovo riparto del Fondo nazionale riguarderà solo le Regioni che hanno predisposto il relativo Piano.

A margine della riunione il presidente De Luca ha commentato i risultati emersi: “Ludopatia: i dati emersi sono carenti in modo allarmante, perché non è stata prodotta alcuna relazione da parte della Giunta riguardo l’applicazione della legge regionale ‘21/2014’. Non c’è quindi una fotografia fedele che ci indichi se siano state rispettate le distanze di sale slot e centri scommesse, da scuole e luoghi sensibili, così come non conosciamo i dati epidemiologici regionali. Preoccupa l’assenza di dati sull’accesso di persone vittime del gioco ai servizi di prevenzione e supporto, così come la mancanza di evidenze su quante siano state le chiamate verso l’apposito numero verde istituito per contrastare il fenomeno. Pare evidente che senza diagnosi è impossibile stabilire se la cura stia dando qualche risultato. Faremo quanto possibile per mantenere questo tema costantemente all’ordine del giorno dell’agenda politica della regione Umbria. Per quanto riguarda il tema dell’assistenza odontoiatrica, è necessario far chiarezza sui motivi per cui presso l’Azienda Ospedale di Terni non siano stati attivati i servizi previsti nella legge del 2008. Inoltre bisogna capire perché non sia stato possibile reperire i dati della USL 1 rispetto alle urgenze odontoiatriche”.